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7 Ottobre 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,1-4

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».

Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Lc 11, 1-4

«Signore, insegnaci a pregare».

La richiesta che i discepoli rivolgono a Gesù nel Vangelo di oggi ci aiuta a vivere bene la memoria della Beata Vergine Maria del Rosario. Perché nessuno nasce sapendo pregare. La preghiera è qualcosa che si impara, esattamente come si impara ad amare. Il Rosario è una straordinaria scuola di preghiera proprio perché, dietro l’apparente ripetitività delle parole, educa progressivamente il cuore alla contemplazione. Pregare, infatti, non significa semplicemente dire delle cose a Dio.

Significa imparare a guardare la vita con Lui. La contemplazione nasce quando frequentiamo gratuitamente qualcuno che amiamo, senza pretendere necessariamente qualcosa in cambio. Quando vogliamo bene a una persona desideriamo stare con lei, ascoltarla, guardarla, condividere il tempo. Il Rosario prova a introdurci proprio in questa gratuità. Attraverso i misteri noi frequentiamo amorosamente il Vangelo. Torniamo continuamente agli avvenimenti fondamentali della vita di Cristo e li guardiamo insieme a Maria. Lei non prende il posto di Gesù, ma ci prende per mano e ci conduce a Lui.

Ci insegna a guardare Cristo con gli occhi di chi lo ha amato, seguito e custodito. Per questo il Rosario non dovrebbe essere una corsa di parole pronunciate distrattamente. Le Ave Maria sono come il ritmo che accompagna lo sguardo del cuore mentre esso rimane fermo sul mistero che sta contemplando. E lentamente questa preghiera produce uno dei suoi frutti più belli: la semplicità del cuore. «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio».

La purezza del cuore è imparare ad avere uno sguardo non più complicato dalle nostre paure, dai nostri pregiudizi e dalle nostre pretese. Forse il vero miracolo del Rosario è proprio questo: dopo aver contemplato tante volte Cristo insieme a Maria, cominciamo ad accorgerci che Dio non è presente soltanto nei misteri che ricordiamo, ma è nascosto anche nelle pieghe della nostra stessa vita. Chi impara a pregare, alla fine, impara soprattutto a vedere.

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Santo del giorno: Beata Vergine Maria del Rosario