Categories: Vangelo e santo del giorno

4 Febbraio 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,1-6

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Parola del Signore.

*******************

Commento al Vangelo Mc 6, 1-6

“«Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E non vi poté operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità”.

Certe volte le cose più importanti le abbiamo davanti ai nostri occhi, ma siamo incapaci di riconoscerle. Sembra questo il senso del racconto del Vangelo di oggi.

Gesù torna a casa fra la sua gente, parla loro così come parla a migliaia di altre persone lungo tutti i luoghi della Terra Santa. Eppure, in quel fazzoletto di terra che lo ha visto crescere, trova incredulità. Trova persone che si scandalizzano di lui. È una lezione grande che Gesù dà, forse per metterci in guardia dal fatto che molto spesso si è più utili ai lontani che ai vicini. Non dobbiamo quindi pensare che le persone che ci sono più familiari siano anche quelle che hanno la visione più oggettiva di ciascuno di noi.

A volte, per quanto possano esserci l’affetto e la stima, esse non riescono a vedere oltre e a intuire ciò che c’è dentro, come i compaesani di Gesù che ricordano il ragazzo di Nazareth ma fanno fatica ad accettare che non fosse solo un semplice ragazzo cresciuto in una splendida famiglia, ma il Figlio di Dio che stava mostrando la sua missione.

Oggi potremmo allenarci anche noi a fissare lo sguardo sulle persone più vicine che ci stanno accanto, che abitano la nostra famiglia e la nostra quotidianità, e forse domandarci se coltiviamo per loro un pregiudizio oppure se intuiamo un mistero che si sta rivelando.

_______________________________________________

Santo del giorno: San Giuseppe da Leonessa – Cappuccino