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29 Ottobre 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,31-35

In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Lc 13, 31-35

Nel racconto del Vangelo di oggi, alcuni farisei si avvicinano a Gesù e lo avvertono: Erode vuole ucciderlo. È il segno di quanto la sua parola sia diventata scomoda. Gesù non si lascia intimidire, ma coglie l’occasione per denunciare una contraddizione che attraversa tutta la storia: spesso chiediamo a Dio di parlarci, ma quando la sua voce ci raggiunge attraverso qualcuno, facciamo di tutto per metterla a tacere.

Vorremmo profeti capaci di rassicurarci, non persone che ci costringano a cambiare. Amiamo la verità finché conferma le nostre ragioni; cominciamo a temerla quando mette in discussione le nostre abitudini. Una vecchia canzone diceva: «La verità ti fa male, lo so». Ed è proprio così. La verità somiglia al disinfettante versato su una ferita aperta: brucia, ma non per questo ci sta facendo del male. Quel bruciore può essere il primo segno di una guarigione. Naturalmente non ogni parola che ferisce è vera, e non ogni durezza viene da Dio. Esiste anche una crudeltà che si traveste da sincerità.

Ma quando qualcuno ci mostra con amore ciò che non vogliamo vedere di noi stessi, la tentazione è difenderci attaccandolo. È più facile screditare chi ci corregge che prendere sul serio la correzione. Gerusalemme, che Gesù piange perché uccide i profeti, diventa allora l’immagine di un cuore che preferisce eliminare le voci scomode piuttosto che lasciarsi salvare. La conversione comincia quando rinunciamo a considerare nemico chi ci aiuta a riconoscere una ferita.

Non dobbiamo cercare il dolore, ma nemmeno fuggire ogni parola che ci fa male. A volte Dio ci ama abbastanza da non lasciarci tranquilli nelle nostre illusioni. E la verità che oggi ci brucia può diventare domani la libertà per cui lo ringrazieremo. Non tutto ciò che ci consola ci salva e non tutto ciò che ci inquieta viene solo per distruggerci.

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Santo del giorno: Beata Chiara Luce Badano – Giovane focolarina