///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,31-36
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.
Parola del Signore.
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Commento al Vangelo Gv 3, 31-36
«Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura».
Può sembrare complesso questo passaggio del Vangelo di Giovanni, inserito nel dialogo con Nicodemo. Eppure c’è un’espressione che merita di essere sottolineata oggi: Gesù dà lo Spirito senza misura. Non in modo limitato, non con parsimonia, ma in abbondanza. Questo significa che Dio non entra nella nostra vita con calcoli o riserve. Dona il suo Spirito in pienezza.
È come dire che riversa in noi un amore sovrabbondante, capace di trasformare ciò che siamo e ciò che viviamo. In fondo, che cos’è che muove davvero la vita, se non l’amore? Ma quando la nostra vita è mossa dall’amore di Dio, allora cambia prospettiva. Non restiamo più prigionieri di una visione ridotta, ma impariamo a guardare tutto da un’altezza diversa. Quante volte, invece, i nostri pensieri, le nostre scelte, le nostre reazioni restano “terra terra”. Ci muoviamo dentro logiche strette, ripetitive, segnate dalla paura o dal calcolo. Eppure l’incontro con Cristo apre uno spazio nuovo. Chi accoglie il dono dello Spirito si accorge che le cose diventano più grandi, più profonde, più vere.
La vita spirituale, allora, è proprio questo passaggio: smettere di vivere in modo ripiegato, chiuso, limitato, e imparare a vivere secondo una misura più alta. Non è evasione dalla realtà, ma il modo più vero di abitarla. È lasciarsi portare dallo Spirito, che non toglie nulla alla nostra umanità, ma la dilata. Che non ci rende estranei alla vita, ma più capaci di viverla fino in fondo.
E forse è proprio questo il dono più grande: scoprire che siamo fatti per molto di più di quello che spesso ci accontentiamo di vivere nelle nostre giornate e nella mediocrità di certe esperienze. La cosa che dovremmo detestare di più non sono le cadute. Infatti queste a volte dipendono solo dalla nostra debolezza. La cosa che dovremmo detestare di più è invece la mediocrità in cui certe volte è ridotta la nostra vita e la nostra vocazione. Per parafrasare una felice espressione di un maestro spirituale del nostro tempo, dovremmo dire che siamo delle aquile che si ostinano a vivere come polli.
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Santo del giorno: Santa Bernardetta Soubirous – Vergine