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13 Marzo 2024 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 5,17-30

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Gv 5, 17-30

Gesù e il Padre sono una cosa sola. Sembra questa la sintesi della pagina del Vangelo di Giovanni di oggi. Essere una cosa sola significa rendersi conto che la relazione di intimità che esiste tra il Padre e il Figlio è una relazione che rende il Figlio capace di compiere tutto ciò che normalmente un uomo non riuscirebbe a fare.

Per spiegare ciò con un’immagine, seppur imperfetta, dovremmo dire che quando siamo da soli arriviamo con le nostre forze fino a un certo punto, ma se c’è qualcuno con noi che ci ama, grazie a quell’amore riusciamo ad andare molto oltre le nostre capacità.

L’amore ci rende capaci di ciò di cui da soli non siamo capaci. Gesù sta dichiarando così il segreto vero della sua forza: 

Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati.  Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole”.

Ecco la bellezza di questo brano: così come Gesù è forte dell’amore del Padre, così ognuno di noi deve sentirsi forte dell’amore di Gesù.

Avere fede è sapere che da soli arriviamo solo fino a un certo punto, ma quando siamo raggiunti dall’amore di Cristo noi possiamo compiere cose molto più grandi, persino veri e propri miracoli. Infatti i miracoli sono cose impossibili, e certe volte nella vita il Signore attraverso il Suo amore ci dà la forza di fare cose impossibili.

Basta pensare a quei genitori che per anni accudiscono figli malati, a lavoratori che non soccombono sotto il peso dell’ingiustizia, a gente ferita dalla vita che non si dispera e mette il passo successivo. Ognuna di queste persone se fosse da sola rimarrebbe schiacciata da se stessa o dalle circostanze, invece misteriosamente l’amore di Dio rende possibile l’impossibile.

La domanda quindi che ci pone il Vangelo di oggi è molto seria: abbiamo con Gesù lo stesso rapporto che Lui ha con il Padre?

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Santo del giorno: San Sabino – Martire