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Gli appelli del messaggio di Fatima

“OGGI INIZIA IL MESE DEDICATO ALLA MADRE DI DIO, VORREI INVITARE TUTTI I FEDELI E LE COMUNITA’ A PREGARE OGNI GIORNO DI MAGGIO IL ROSARIO PER LA PACE” (Papa Francesco – Domenica 1°maggio 2022)


GLI APPELLI DEL MESSAGGIO DI FATIMA

Per  una maggiore comprensione del messaggio che “Nostra Signora del Rosario” ci ha dato a Fatima, affidandolo ai tre Pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, ogni sabato, escluso il primo sabato del mese, leggiamo e riflettiamo su  alcuni stralci dell’opera “ Gli Appelli  del messaggio di Fatima”  scritto da Suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato ( nome assunto da religiosa da Lucia dos Santos, pastorella di Fatima).

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Quarto appello del Messaggio: Vi amo ( 1°parte di 3)


Vorrei essere un Serafino per dirvi cos’è l’amore!
Dio è amore” – dice l’apostolo Giovanni – e, come tale, ci ama con amore eterno, ossia, da tutta l’eternità. Questa nostra eterna presenza davanti a Dio e in Dio la vediamo annunciata in un testo della Sacra Bibbia che si riferisce direttamente alla Sapienza divina – anteriore, naturalmente, alla creazione poiché in essa si trova seminata – ma che la Santa Chiesa applica senza difficoltà a Nostra Signora: “Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin dall’ora. Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata. Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; quando egli fissava I cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui“ (Prv 8,22-30).
Certamente, tra tutte le creature nessuna è stata amata da Dio come Maria Santissima, ma tutti siamo stati ugualmente presenti da tutta l’eternità nella mente di Dio, nel suo disegno creatore; ed egli ha creato tutto il resto per amore verso ognuno di noi, perché da sempre ci ha tenuti presenti e ci ha amati. Abbiamo verso Dio un debito di amore eterno, e solo nel prolungamento dei secoli potremo soddisfare questo debito, senza mai saldarlo completamente, perché l’amore di Dio va avanti e si prolunga con sempre maggiore intensità. Perciò nulla e nessuno merita quanto lui la corrispondenza del nostro amore. 
Così dobbiamo guardare al precetto che Dio ci ha dato di “amarlo“ come ad una prova in più del suo amore, perché è un segno che accetta il nostro amore, la nostra gratitudine, la nostra umile corrispondenza. Siamo molto piccoli di fronte all’immensità di Dio, ma gli diamo ciò che abbiamo: il nostro amore! (…) 
Questo nostro amore a Dio é manifestato e dimostrato dall’amore che dedichiamo ad ognuno dei nostri fratelli, perché tutti sono, come noi, figli di Dio, amati e redenti da lui, in Gesù Cristo. (……) È in questo senso che Gesù nel Vangelo ci dice di ritenere fatto a se stesso tutto ciò che facciamo ad uno dei nostri fratelli più piccoli; ciò perché questo nostro fratello è, come noi, suo fratello, figlio dello stesso unico Padre che è nei cieli, creato a sua immagine somiglianza, destinato a partecipare alla vita eterna di Dio: “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò“ (Gn 1,27).
L’opera della creazione é l’opera dell’amore. Dio ci ha creati per amore; e, come un padre, guida i nostri passi lungo le vie della vita: ci ha dato le sue leggi, i suoi insegnamenti, che sono la guida che dobbiamo seguire: “Ama dunque il Signore tuo Dio e osserva le sue prescrizioni: le sue leggi, le sue norme e i suoi comandi.(…) (Dt 11,1). Tutto quello che Dio ci dice qui è la manifestazione dell’amore che ha per noi; come un padre che dà ai suoi figli le istruzioni affinché non deviino dal sentiero che devono percorrere. 
Nei giorni successivi alla sua entrata trionfale a Gerusalemme, Gesù si vide assediato da domande e questioni maliziose che gli venivano poste dai farisei e dai sadducei. “Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti? “Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi“. (…) (Mc 12,28-30). Il regno di Dio è, dunque, il Regno dell’Amore: amare e servire per amore. 
Ma questo amore dev’essere inteso nel rispetto della purezza, della castità secondo il proprio stato, della fedeltà a Dio e al prossimo, compiendo le promesse, i giuramenti e i voti per i quali ci siamo impegnati. Attentare contro uno qualsiasi di questi punti porta con sé l’infedeltà e la rottura dell’amore che dobbiamo a Dio e al prossimo.
Tutti desideriamo essere amati, stimati, benvoluti, essere apprezzati e presi in considerazione. É un’aspirazione che Dio ha impresso nel cuore umano, perché ci ha creati per amore e per amare. La carità è la virtù che rimane eternamente in cielo, dove canteremo il cantico dell’Amore. Ed è per arrivare là che Dio, nel darci la sua legge, ha messo all’inizio il comandamento di amarlo, perché è questo amore che ci porterà a compiere tutti gli altri precetti. ………