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Gli Appelli del Messaggio di Fatima

Per  una maggiore comprensione del messaggio che “Nostra Signora del Rosario” ci ha dato a Fatima, affidandolo ai tre Pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, ogni sabato, escluso il primo sabato del mese, leggiamo e riflettiamo su  alcuni stralci dell’opera “ Gli Appelli  del messaggio di Fatima”  scritto da Suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato ( nome assunto da religiosa da Lucia dos Santos, pastorella di Fatima).

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Terza parte – I COMANDAMENTI DELLA LEGGE DI DIO

La conoscenza di Dio (Parte 2 di 2)

……. Dio si manifestò agli Israeliti per garantire loro la realtà della sua esistenza, e perché potessero così trasmettere la certezza di questa verità. Anche noi siamo spiritualmente nel numero di questo popolo; innestati in Cristo mediante il Battesimo, entriamo a fare parte del popolo di Dio. Siamo stati scelti da Dio per essere membri del Corpo Mistico di Cristo, che è la sua Chiesa. Ed è questa Chiesa che, universalmente, forma il popolo di Dio, come si vede dal mandato che ha ricevuto da Cristo: « Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato » (Mc 16,15-16). È necessario dunque credere in Dio ed essere battezzati per essere salvi, per appartenere al popolo di Dio e far parte del numero dei suoi eletti. Intimoriti non solo dal fuoco di Dio sulla montagna che tremava, ma anche dalla voce del tuono con la quale Dio parlava loro, gli Israeliti chiesero a Mosè di essere il loro intermediario presso Dio. (…)

In Mosè vediamo rappresentato il Capo della Chiesa incaricato da Gesù Cristo di trasmetterci le leggi e le parole di Dio. È necessario dunque credere in Dio e credere nella sua Chiesa, come gli Israeliti hanno creduto e hanno detto a Mosè: «Avvicinati tu e ascolta quanto il Signore nostro Dio dirà; ci riferirai quanto il Signore nostro Dio ti avrà detto e noi lo ascolteremo e lo faremo». Questa dev’essere anche la nostra risposta: ascoltare la Chiesa, credere nella sua parola – certi che è la parola di Dio che essa ci trasmette -, e obbedire: « e noi lo ascolteremo e lo faremo ».

Perché, così come Dio ha detto a Mosè: « Alzati, mettiti in cammino alla testa del tuo popolo: entrino nel paese che giurai ai loro padri di dar loro e ne prendano possesso » ( Dt 10,11), ha detto anche alla sua Chiesa: « Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo» (Mt28,11). Così, la Chiesa è la messaggera di Dio per guidare il suo popolo lungo le vie che egli stesso ha tracciato con le leggi e la dottrina che le ha affidato. E come gli Israeliti hanno creduto e seguito le direttive di Mosè perché egli era l’inviato di Dio, così noi dobbiamo seguire l’orientamento della Chiesa, perché essa è per noi l’inviata di Dio.

E se vediamo qualche carenza in qualcuno dei suoi membri, non dobbiamo vacillare né allontanarci da essa, perché individualmente siamo tutti molto deboli e peccatori. Ma la Chiesa non smette per questo di essere santa: santa nelle leggi e nella dottrina che Dio le ha affidato, santa nel suo capo, Gesù Cristo, suo divino fondatore e salvatore, santa nello Spirito divino che l’anima e l’assiste, e santa nella vita della grazia che i sacramenti generano e alimentano.

In Mosè Dio ha trovato anche delle carenze; e per punizione non gli ha concesso la grazia di entrare con il suo popolo nella Terra Promessa. (…) Per punizione non entrerà nella Terra promessa; ma la vide da lontano, (…)

Tutto questo dimostra quale dev’essere la saldezza della nostra convinzione e l’estensione della nostra fede in Dio; dobbiamo credere nel potere immenso della sua parola operante, nella sapienza eterna del suo essere che è sorgente della vita, nelle leggi con le quali ha tracciato il nostro cammino, nella sua opera creatrice e redentrice, nella parola del suo Verbo e nella dottrina che ci ha insegnato, nella sua Chiesa depositaria della dottrina che il suo Verbo le ha affidato, nella sua misericordia, nel suo perdono e nel suo amore.

Il principio di tutta la vita spirituale è credere in Dio. Questa fede ci apre le meraviglie dell’essere infinito, ci fa incontrare Dio nelle sue opere, vivere la vita di Dio presente in noi. Noi da soli siamo poveri e non abbiamo nulla; ma in Dio possediamo tutto e non ci manca nulla.

La persona che crede in Dio è felice, perché sa di avere un padre che è all’origine e al di sopra di qualsiasi paternità umana. Ama il padre suo, riposa tra le sue braccia e vive per questo padre che sa essere bontà, misericordia, perdono e amore! Una sola cosa le viene chiesta: « fedeltà nell’osservanza dei suoi precetti ».(…)

Il fatto che Dio sia invisibile non giustifica l’incredulità di coloro che non vogliono credere nella sua esistenza. Dio ha creato, a beneficio dell’umanità, molti esseri invisibili della cui esistenza nessuno dubita. Il vento: chi l’ha visto? Sentiamo il suo rumore, lo sentiamo quando ci spinge, vediamo i suoi effetti quando scuote gli alberi e i mari. La stessa cosa avviene con l’ossigeno, l’idrogeno, l’elettricità, ecc.; sono altrettante realtà invisibili che si usano a beneficio dell’umanità. Ebbene! Prima che tutto questo esistesse, già esisteva Dio che li ha creati e formati dal nulla. Ed è stato precisamente a questi esseri invisibili che Dio ha trasmesso la maggior forza: l’energia elettrica, i suoni, ecc.

Dio si manifesta anche nella conservazione degli esseri creati. Vediamo che le realizzazioni degli uomini sono fatte servendosi di materie create da Dio, che con il tempo e l’uso si consumano, si deteriorano e scompaiono. Come è diverso il destino delle opere nate esclusivamente dalla mano di Dio! Guardate il sole: sempre con la stessa forza, lo stesso grado di calore, la stessa lucentezza, seguendo sempre la stessa traiettoria che Dio gli ha segnato! Così pure la luna, le stelle, i pianeti, la terra, i mari e tutto quanto esiste ed è stato creato da Dio! tutto deve rimanere finché Dio così vorrà, perché questo dipende solo dal suo volere onnipotente. Ed essi sono davanti ai nostri occhi, testimoni incontestabili del potere, della sapienza, della volontà e dell’esistenza eterna di Dio.

Non abbiamo difficoltà a credere che nei tempi passati siano esistiti questi o quegli uomini celebri, perché la storia li cita. Ma cita anche l’esistenza di Dio, i suoi fatti, le sue opere. Allora, perché non crederci? Per caso la storia sacra sarà meno degna di credito di quella profana? Gli scrittori sacri saranno meno attendibili di quelli profani? Ora, quelli ci dicono: « In principio Dio creò il cielo e la terra»( Gn 1,1). « In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste »(Gv 1,1-3). «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono » (Ap 4,11) .

Ave Maria!