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Gli Appelli del Messaggio di Fatima

Per  una maggiore comprensione del messaggio che “Nostra Signora del Rosario” ci ha dato a Fatima, affidandolo ai tre Pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, ogni sabato, escluso il primo sabato del mese, leggiamo e riflettiamo su  alcuni stralci dell’opera “ Gli Appelli  del messaggio di Fatima”  scritto da Suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato ( nome assunto da religiosa da Lucia dos Santos, pastorella di Fatima).

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Appello alla perseveranza nel bene



Quattordicesimo appello del Messaggio: « Continuate a recitare il rosario, per ottenere la fine della guerra » (Nostra Signora, 13 settembre 1917) – (Parte 1° di 2)

II Messaggio chiede di continuare a recitare il rosario, che è la formula di preghiera più alla portata di tutti, grandi e piccoli, ricchi e poveri, sapienti e ignoranti; tutte le persone di buona volontà possono recitare quotidianamente il loro rosario.

Ma perché il Messaggio ci chiede di continuare a recitare tutti i giorni il rosario? Perché la preghiera è la base di tutta la vita spirituale: se abbandoniamo la preghiera, ci viene a mancare quella vita soprannaturale che è assorbita dall’incontro della nostra anima con Dio, dato che quest’incontro si realizza nella preghiera. Si veda quello che ci ha raccomandato Gesù: « Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto» (Mt 7,7-8). La preghiera è ricerca e incontro con Dio. Noi abbiamo bisogno di cercare Dio per incontrarlo, e la promessa è là: « Chi cerca trova ». Non è che Dio sia lontano da noi; siamo noi che ci allontaniamo da Dio e perdiamo il senso della sua presenza. Per questo il Messaggio ci chiede la perseveranza nella preghiera, ossia di continuare a pregare per ottenere la fine della guerra.
È certo che a quell’epoca il Messaggio si riferisse alla guerra mondiale che affliggeva allora l’umanità. Ma questa guerra è anche il simbolo delle molte altre guerre che ci circondano e delle quali dobbiamo ottenere la fine, con la preghiera e con il nostro sacrificio. Penso alle guerre che ci dichiarano i nemici della nostra salvezza eterna: il demonio, il mondo e la nostra stessa natura carnale.
Non manca, ai nostri giorni, chi si azzarda a negare l’esistenza dei demoni; tuttavia, essi sono una realtà. I demoni sono angeli che sono stati creati da Dio, per servirlo e lodarlo. Il principale di questi angeli, di nome Lucifero, si riempì di orgoglio, volle uguagliarsi a Dio e trascinò con sé una moltitudine di altri angeli che lo seguirono. Ci dice San Giovanni nel libro dell’Apocalisse: «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli» (Ap 12,7-9).
Sono sempre parole dello stesso libro sacro: « Dopo ciò, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore. Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta. Babilonia la grande ed è diventata covo di demoni, carcere di ogni spirito immondo, carcere d’ogni uccello impuro e aborrito e carcere di ogni bestia immonda e aborrita. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato» (Ap 18,1-3). E più avanti riferisce: «Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò, (…) lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni» (Ap 20,1-3).
Il profeta Isaia compone una satira contro il re di Babilonia con parole che ricordano questa caduta dei demoni: « Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso!» (Is 14,12-15).
E il profeta Zacaria, in una delle visioni del suo libro, descrive il demonio come accusatore del sommo sacerdote accanto a Dio: «Poi mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, ritto davanti all’angelo del Signore, e satana era alla sua destra per accusarlo. L’angelo del Signore disse a satana: « Ti rimprovera il Signore, o satana! Ti rimprovera il Signore che si è eletto Gerusalemme! Non è forse costui un tizzone sottratto al fuoco?» Zc 3,1-2). E il libro dell’Apocalisse, dopo aver mostrato la sconfitta di Satana e la conseguente cacciata dal cielo, dice: «Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello» (Ap 12,10-11).
Gesù durante la sua vita pubblica scacciò molti demoni. Un giorno, rispondendo ai farisei che maliziosamente affermavano che egli li scacciava mediante il potere di Beelzebùl, principe dei demoni, disse: «Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demoni in nome di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demoni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? (…) Se invece io scaccio I demoni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio » (Lc 11,18-20). Per prevenire e incoraggiare l’apostolo San Pietro contro gli attacchi e le tentazioni del demonio, il Signore gli disse: «Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,31-32).
San Pietro in una delle lettere ci scrive: «Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi. E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi. A lui la potenza nei secoli. Amen! » (1 Pt 5,8-11).
Tutti questi passi della Sacra Bibbia, e molti altri che sarebbe troppo lungo trascrivere qui, ci dimostrano l’esistenza dei demoni. Non possiamo dubitare di questa verità rivelata da Dio. II Messaggio ci viene a ricordare e a dare conferma di questa verità, affinché non ci lasciamo ingannare né illudere dalle false affermazioni. Esso ci chiede di continuare a pregare e a restare in allerta per non lasciarci ingannare dai suggerimenti di questo nemico che con tutti i mezzi a sua disposizione, cerca di portarci alla dannazione eterna. Gesù Cristo ha detto: « Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato » (Gv 8,34). Il demonio cerca di trascinarci sulla via del peccato allo scopo di farci schiavi nel tempo e nell’eternità. ……