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Gli Appelli del Messaggio di Fatima

Per  una maggiore comprensione del messaggio che “Nostra Signora del Rosario” ci ha dato a Fatima, affidandolo ai tre Pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, ogni sabato, escluso il primo sabato del mese, leggiamo e riflettiamo su  alcuni stralci dell’opera “ Gli Appelli  del messaggio di Fatima”  scritto da Suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato ( nome assunto da religiosa da Lucia dos Santos, pastorella di Fatima).

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Appello alla devozione del Cuore Immacolato di Maria

Undicesimo appello del Messaggio: « Gesù vuole (…) stabilire nel mondo la devozione al mio Immacolato Cuore »

Stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria significa portare le persone ad una piena consacrazione di conversione, donazione, intima stima, venerazione e amore. E’ dunque in questo spirito di consacrazione e conversione che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria.

Tutti sappiamo cosa rappresenta in una famiglia il cuore della mamma: è l’amore! Infatti è l’amore che porta la madre a vegliare accanto alla culla del figlio, a sacrificarsi, a darsi, a correre in difesa del figlio. Tutti i figli confidano nel cuore della madre, e tutti sanno di avere in esso un luogo di intima predilezione. Lo stesso avviene con la Vergine Maria. Così dice il Messaggio: ” Il mio Immacolato Cuore sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio“. Il cuore di Maria è quindi per tutti i suoi figli il rifugio e la via verso Dio.

Questo rifugio e questa via sono stati annunciati da Dio a tutta l’umanità subito dopo la sua prima caduta. Al demonio, che aveva tentato i primi esseri umani e li aveva portati a disubbidire all’ordine divino ricevuto, il Signore disse: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gn 3,15). La nuova generazione che nascerà da questa donna annunciata da Dio trionferà nella lotta contro la generazione di Satana fino a schiacciargli la testa. Maria è la madre di questa nuova generazione, come se fosse un nuovo albero della vita piantato da Dio nel giardino del mondo affinché tutti i figli possano nutrirsi dei suoi frutti.

Dal cuore della madre i figli ricevono la vita naturale, il primo nutrimento, il sangue germinale, il battito del cuore, come se la madre fosse la catena di un orologio che muove due pendoli. Guardando la dipendenza del figlioletto nei primi tempi della sua gestazione nel seno materno potremmo quasi dire che il cuore della madre è il cuore del figlio. E lo stesso possiamo dire di Maria, quando ha portato nel suo seno il figlio dell’Eterno Padre. Così il cuore di Maria è in qualche modo il cuore di quest’altra generazione il cui primo frutto è Cristo, il verbo di Dio.

È da questo frutto che tutta la generazione di questo Cuore Immacolato si dovrà nutrire, come ha detto Gesù: «Io sono il pane della vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io e lui. Come (…) io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me» (Gv 6,48.56-57). E questo vivere per Cristo è anche vivere per Maria, perché il suo corpo e il suo sangue Gesù li aveva presi da Maria.
Fu in questo cuore che il Padre chiuse suo Figlio, come se fosse il primo tabernacolo. Maria fu la prima custodia che lo conservò, fu il sangue del suo Cuore Immacolato che somministrò al Figlio di Dio la sua vita di essere umano, ed è da lui che noi tutti abbiamo ricevuto « grazia su grazia » (Gv 1,16).

Tale è la generazione di questa donna ammirevole: Cristo in sé e nel suo Corpo Mistico. E Maria è la madre di questa discendenza destinata da Dio a schiacciare la testa del serpente infernale.
Vediamo così come la devozione al Cuore Immacolato di Maria si deve stabilire nel mondo attraverso una vera consacrazione di conversione e donazione. Come nella consacrazione il pane e il vino si convertono nel corpo e sangue di Cristo, siamo assorbiti con l’essere vitale nel cuore di Maria.

E’ in questo modo che il Cuore Immacolato di Maria dev’essere per noi il rifugio e la via che porta a Dio.

In questo modo formiamo il corteo della nuova generazione creata da Dio ed attingiamo la vita soprannaturale dalla stessa fonte germinale nel cuore di Maria, madre di Cristo e del suo Corpo Mistico. In questo modo siamo veramente fratelli di Cristo, come egli stesso ha detto: «Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» (Lc 8,21).
Questa parola di Dio è il legame che unisce tutti i figli nel cuore della Madre; qui si ascolta l’eco della parola del Padre, perché Dio ha chiuso nel cuore di Maria la sua parola, il suo Verbo eterno; ed è da questa parola che ci viene la vita: «Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno» (Gv 7,37-38). Infatti nel libro di Isaia si legge: «Farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido. Spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri» (Is 44,3).

Questa terra innaffiata e benedetta è il Cuore Immacolato di Maria e Dio vuole che la nostra devozione vi getti le sue radici, perché è stato proprio per questo che Dio ha depositato in esso tanto amore come nel cuore di una Madre universale, che consacra e converte la sua generazione nel corpo e nel sangue di Cristo, suo Primogenito, Figlio di Dio, Verbo del Padre: «In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini.(…) E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità» (Gv 1,4.14).
Nel cuore di Maria Dio ha iniziato l’opera della nostra redenzione, dato che è stato nel suo « fiat » che questa ha avuto inizio: «Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38). «E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). In questo modo, nella più stretta unione che può esistere tra due esseri umani, Cristo iniziò con Maria l’opera della nostra salvezza. I palpiti del cuore di Cristo sono i palpiti del cuore di Maria, l’orazione di Cristo è l’orazione di Maria, le gioie di Cristo sono le gioie di Maria; da Maria, Cristo ha ricevuto il corpo e il sangue che dovranno essere rispettivamente immolato e versato per la salvezza del mondo. Perciò Maria, diventata una con Cristo, è la corredentrice del genere umano: con Cristo nel suo seno, con Gesù Cristo tra le sue braccia, con Cristo a Nazareth, nella vita pubblica; con Gesù Cristo è salita al calvario, ha sofferto e agonizzato, raccogliendo nel suo cuore immacolato gli ultimi dolori di Cristo, le sue ultime parole, le ultime agonie e le ultime gocce del suo sangue da offrire al Padre.
E Maria è rimasta sulla terra per aiutare gli altri suoi figli a completare l’opera redentrice del suo Cristo conservandola nel suo cuore come in una sorgente di grazia – Ave Gratia Plena – per comunicarci i frutti della vita, della passione e morte di Gesù Cristo suo figlio.

Ave Maria!