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9 Maggio 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,18-21

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Gv 15, 18-21

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me».

Queste parole del Vangelo di oggi sono molto chiare e, allo stesso tempo, molto esigenti. Ci aiutano a comprendere un criterio importante: quando, come cristiani e come Chiesa, riceviamo solo consenso e applausi, dovremmo interrogarci. Il Vangelo, infatti, non è qualcosa che lascia indifferenti. Non è una parola neutra.

È una parola che tocca, che mette in discussione, che a volte disturba. Proprio come il sale su una ferita: brucia, ma non per fare del male, bensì per guarire. Quando qualcuno avverte questo “bruciore”, può reagire con rifiuto. E spesso il rifiuto si trasforma in ostilità. Per questo non dobbiamo stupirci se, vivendo il Vangelo, diventiamo a volte segno di contraddizione.

Il problema non è essere rifiutati, ma il modo in cui reagiamo a questo rifiuto. Il vero rischio non è l’opposizione del mondo, ma diventare simili a chi ci osteggia. Quando, infatti, a causa della persecuzione o della critica, diventiamo spietati, aggressivi, ossessionati dall’avere ragione, allora abbiamo già smarrito il Vangelo che vorremmo annunciare.

Gesù non ci chiede di evitare il conflitto a tutti i costi, ma di non perdere mai lo stile dell’amore. Anche quando siamo fraintesi, anche quando siamo rifiutati. Il Vangelo di oggi, allora, non ci invita a cercare lo scontro, ma a non temerlo. E soprattutto ci invita a vigilare su noi stessi: perché la verità del Vangelo non si difende con la violenza, ma si testimonia con la coerenza. È così che si rimane fedeli a Cristo, anche dentro le contraddizioni.

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Santo del giorno: Sant’Isaia – Profeta