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9 Giugno 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,13-16

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mt 5, 13-16

“Voi siete il sale”.

Che immagine straordinaria usa Gesù nel Vangelo di oggi. Il sale non serve a essere ammirato, ma a dare sapore. Nessuno si accorge del sale quando è presente nella giusta misura, eppure tutti se ne accorgono quando manca. Forse Gesù vuole dirci che il compito del cristiano non è occupare il centro della scena, ma rendere più vera, più bella e più umana la vita delle persone che incontra. Molto spesso pensiamo che testimoniare il Vangelo significhi convincere, vincere discussioni o imporre idee. Gesù invece ci indica un’altra strada.

Il cristiano è chiamato a insaporire la realtà con la propria presenza, a introdurre nel mondo il gusto della speranza, della misericordia, della verità e della carità. Dove passa un autentico discepolo dovrebbe aumentare la qualità della vita, non il rumore delle polemiche. Per questo Gesù affianca all’immagine del sale quella della luce. La luce non attira l’attenzione su di sé, ma rende visibili le cose. Non sostituisce la realtà, la rivela. Così dovrebbe essere anche la testimonianza cristiana.

Un vero credente non vive per essere notato, applaudito o riconosciuto. Vive in modo tale che gli altri possano vedere il bene, la bellezza e la presenza di Dio che già operano nella loro esistenza. C’è però un avvertimento implicito nelle parole di Gesù. Il sale può perdere il suo sapore e una luce può essere nascosta. Accade quando il cristianesimo si riduce a un’abitudine, a un’etichetta o a una semplice appartenenza esteriore. Quando smettiamo di vivere un rapporto reale con Cristo, continuiamo magari a conservare la forma della fede, ma perdiamo la sua forza trasformante. Il sale e la luce diventano allora i segni distintivi di un vero discepolo. Non qualcuno che parla continuamente di Dio, ma qualcuno che, attraverso la propria vita, rende Dio più credibile. Non qualcuno che si impone agli altri, ma qualcuno che aiuta tutto ciò che lo circonda a esprimere il meglio di sé.

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Santo del giorno: Sant’Efrem – Diacono e Dottore della Chiesa