///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4,12-17.23-25
In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Parola del Signore.
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Commento al Vangelo Mt 4,12-17.23-25
“Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo”.
È bello l’accostamento che il Vangelo di oggi fa rispetto all’insegnamento di Gesù. Sembra quasi volerci dire che la parola di Gesù non è semplicemente una parola informativa, ma una parola curativa. Gesù insegna e guarisce contemporaneamente.
Noi cristiani molto spesso abbiamo dimenticato questo legame profondo che esiste tra la parola di Gesù e la possibilità di una guarigione. Infatti, la frequenza della parola di Dio non è un fatto magico, né semplicemente un fatto intellettuale, ma è la possibilità di credere che quella parola ha il potere di entrare nel cuore, di donargli luce, di metterlo nella condizione di un cambiamento, di una guarigione, di una decisione. Frequentare la Parola di Dio è come sottoporsi costantemente a una forma di latente esorcismo. Infatti la Parola ha il potere di liberare le persone, perché cambia loro lo sguardo, dona a loro un altra mentalità, aumenta il dono della fede.
Certo, se lasciata da sola la Parola può diventare pericolosa perché essa ha senso solo se favorisce un incontro. Per noi cristiani l’incontro reale accade nei sacramenti, nell’umanità ferita dei fratelli, in ogni circostanza della vita quando essa viene accolta come volontà di Dio. Senza la Parola siamo ciechi, ma se la Parola aprisse i nostri occhi, a nulla servirebbe vedere senza riconoscere e accogliere dentro la propria vita la presenza reale di Cristo.
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Santo del giorno: San Raimondo di Penyafort – Sacerdote dell’Ordine dei Predicatori