PRIMO VENERDÌ DEL MESE
///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,24-28
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».
Parola del Signore.
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Commento al Vangelo Mt 16, 24-28
«Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?».
Passiamo gran parte della nostra esistenza cercando di conquistare qualcosa: successo, sicurezza, prestigio, consenso, beni materiali. Ma Gesù ci costringe a fermarci e a domandarci quale sia il prezzo di queste conquiste. Esiste infatti un successo che può coincidere con un grande fallimento. Si può ottenere tutto ciò che il mondo considera importante e, nello stesso tempo, smarrire ciò che conta davvero.
Perdere l’anima significa proprio questo: vivere talmente proiettati verso ciò che possediamo o realizziamo da dimenticare chi siamo. Il nostro tempo ci abitua a vivere come se tutto dipendesse da ciò che riusciamo ad accumulare. Ma il Vangelo ci ricorda che ogni realtà di questo mondo è provvisoria. Tutto passa. Le ricchezze, il potere, la fama e perfino la salute hanno una scadenza. Eppure il nostro cuore continua ad avere sete di qualcosa che non finisca. Per questo desideriamo cose eterne.
E l’unica esperienza di eternità che possiamo già fare in questa vita è l’amore. Solo ciò che è vissuto nell’amore resiste al tempo. Solo ciò che nasce dall’amore non viene consumato dalla morte. Ecco perché Gesù aggiunge subito un’altra condizione:
«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua».
Ogni relazione vera richiede la capacità di non mettere sempre noi stessi al centro. E la croce non è il gusto della sofferenza, ma la realtà così come è. Oggi il Vangelo ci fa fare una domanda importante: ciò per cui sto spendendo la mia vita vale davvero una vita intera? Perché possiamo conquistare il mondo e rimanere vuoti. Oppure possiamo perdere qualcosa per amore e scoprire di aver trovato tutto. È questa la logica del Vangelo. Ed è questa la strada che conduce alla vera pienezza della vita, quella che nemmeno la morte può toglierci.
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Santo del giorno: Santi Sisto II, Papa, e compagni, martiri