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5 Giugno 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

PRIMO VENERDÌ DEL MESE

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,35-37

In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra, 
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”.
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?». E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mc 12, 35-37

“Come mai gli scribi dicono che il Messia è figlio di Davide?”

Con questa domanda Gesù sembra voler condurre la folla a una riflessione teologica più profonda, semplicemente per trasmettere loro una questione molto importante: il Messia, quindi lui stesso, non è soltanto un discendente come altri della famiglia di Davide, ma è qualcuno di più grande, a cui lo stesso Davide attribuisce un’autorità che supera ogni appartenenza umana.

Potremmo sintetizzare così la pagina del Vangelo di oggi: Dio agisce nelle cose di questo mondo, ma è sempre più grande delle cose di questo mondo. Egli entra nella nostra storia senza lasciarsi rinchiudere dalla storia. Assume un volto umano senza smettere di essere il Signore. Spesso anche noi corriamo il rischio di ridurre Gesù alle nostre categorie, alle nostre idee o alle nostre aspettative. Lo vorremmo comprensibile, prevedibile. Invece il Vangelo ci ricorda che Cristo appartiene certamente alla nostra storia, ma non si esaurisce in essa. È vicino a noi, eppure rimane infinitamente più grande di noi.

La fede nasce proprio quando accettiamo questa sproporzione: quando smettiamo di costruirci un Dio a nostra misura e ci lasciamo invece sorprendere da un Dio che supera continuamente le nostre misure. Per questo ogni autentico incontro con Cristo allarga il cuore, apre la mente e ci libera dalla tentazione di ridurre il mistero di Dio a qualcosa che possiamo possedere o spiegare completamente.

Il Vangelo di oggi ci invita dunque a riconoscere che Gesù non è soltanto un personaggio della storia della salvezza, ma il Signore della storia. E soltanto quando gli riconosciamo questo primato possiamo comprendere davvero chi siamo e quale direzione dare alla nostra vita.

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Santo del giorno: San Bonifacio – Vescovo e Martire