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30 Maggio 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 11,27-33

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
 
Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mc 11, 27-33

«Con quale autorità fai queste cose?». È la domanda che i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani rivolgono a Gesù nel Vangelo di oggi. Ma Gesù non risponde direttamente. Controbatte con un’altra domanda: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo oppure dagli uomini? Non è una discussione tra sofisti e nemmeno un gioco dialettico. Gesù sta smascherando un atteggiamento molto preciso: quello di chi pone grandi domande senza essere disposto ad accogliere grandi risposte.

Infatti i suoi interlocutori non cercano sinceramente la verità. Cercano piuttosto una maniera per mettere Gesù in difficoltà senza mettere mai in discussione sé stessi. Ecco perché rimangono bloccati. Il Vangelo di oggi ci insegna una cosa importante: non si può comprendere davvero Dio senza onestà interiore. Chi legge la realtà in maniera sleale, chi vive prigioniero del proprio pregiudizio o del proprio interesse, difficilmente riuscirà ad aprirsi al mistero.

La fede non è una questione di intelligenza raffinata, ma di sincerità del cuore. Gesù stesso dirà altrove che Dio si rivela ai piccoli. Non agli ingenui, ma a coloro che hanno uno sguardo libero e disponibile. Molto spesso noi non vediamo Dio non perché Lui sia nascosto, ma perché guardiamo tutto attraverso gli occhiali del nostro orgoglio, delle nostre paure o delle nostre idee già fissate. Il mistero di Dio non è un enigma costruito per confonderci. È una presenza che si lascia riconoscere da chi ha gli occhi veramente aperti.

Per questo il Vangelo di oggi ci invita a domandarci con quale atteggiamento cerchiamo Dio. Se davvero desideriamo la verità oppure soltanto confermare ciò che abbiamo già deciso. Perché solo un cuore onesto può accorgersi che Dio, molto spesso, è più semplice di quanto immaginiamo.

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Santo del giorno: Santa Giovanna d’Arco – Vergine