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3 dicembre 2025 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,29-37

In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mt 15,29-37

Nel Vangelo di oggi Gesù sale sul monte ed è circondato da folle segnate da ogni forma di ferite: storpi, ciechi, sordi, zoppi, malati. La gente sembra deporre tutto ai suoi piedi. È un’immagine molto forte: il dolore che non si nasconde, ma si consegna. È lì che accade il miracolo: “E li guarì”.

Davanti a Cristo non dobbiamo fingere; possiamo poggiare tutto su di Lui. La guarigione non sempre è fisica, ma sempre è un riaprire il cuore alla speranza. Poi arriva la fame della folla. Una fame semplice, concreta, non astratta. I discepoli vorrebbero congedarli, ma Gesù li trattiene da questa tentazione di lavarsene le mani. La compassione di Cristo non è sentimento astratto, è scelta operativa. E prende il poco che c’è, sette pani e pochi pesci, e li spezza. È così che Dio fa: parte dal nostro poco e lo moltiplica.

Non chiede ciò che non abbiamo, chiede quello che possiamo offrire. Questo Vangelo fa da fondale di luce alla memoria liturgica di San Francesco Saverio, missionario ardente, che attraversò mari e terre lontane per annunciare Cristo a popoli che non lo conoscevano. Anche lui, come Gesù sul monte, guardò le folle con compassione. Non portò grandi mezzi umani, ma un cuore pieno di Cristo. E quel poco Dio lo moltiplicò in un’opera immensa di evangelizzazione. Forse la missione non è altro che questo: essere disponibili perché Cristo passi attraverso di noi. Essere come quei pani nelle mani di Gesù, che si lasciano spezzare per diventare cibo. Non si tratta di essere forti, ma offerti. Non perfetti, ma ancora una volta consegnati.

San Francesco Saverio si lasciò spendere fino all’ultimo respiro, e il mondo cambiò attorno a lui. Il Vangelo di oggi ci invita a fare lo stesso: consegnare il nostro poco, le nostre povertà, le nostre stanchezze, tutto! affinché Cristo le trasformi in nutrimento per chi ha fame di amore e di verità.

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Santo del giorno: San Francesco Saverio – Sacerdote della Compagnia di Gesù