///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 11,11-25
[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».
Parola del Signore.
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Commento al Vangelo Mc 11, 11-25
La pagina del Vangelo di oggi potrebbe sembrare, a una lettura superficiale, il racconto di una giornata storta di Gesù. Prima il fico maledetto perché non porta frutto, poi il gesto duro nel Tempio contro i mercanti. Ma in realtà qui non si parla di umori o di reazioni impulsive.
Gesù sta toccando qualcosa di molto più profondo. Il fico pieno di foglie ma senza frutti diventa il simbolo di una vita che vive di apparenza. Certamente, dal punto di vista naturale, un fico fuori stagione potrebbe anche non avere frutti. Ma Gesù vuole provocare i suoi discepoli su un altro piano: non esiste un tempo giusto per convertirsi rimandato sempre a domani. Molto spesso pensiamo che un giorno prenderemo sul serio il Vangelo, un giorno cambieremo vita, un giorno diventeremo migliori. Nel frattempo ci accontentiamo delle foglie, cioè dell’apparenza, delle intenzioni, delle promesse mai realizzate.
Gesù invece ci ricorda che il tempo dei frutti è sempre il presente. La vita vera accade adesso. La santità non è qualcosa da rimandare a quando tutto sarà perfetto. E subito dopo il Vangelo ci mostra Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio. Anche questo gesto va capito bene. Non è uno sfogo di rabbia, ma una denuncia molto chiara: l’amore non può essere trasformato in commercio. Con Dio non si compra e non si vende nulla. Non si può vivere la fede come uno scambio di interessi, come una trattativa religiosa.
Dio ama gratuitamente e chiede a noi di imparare la stessa gratuità. Quando la fede diventa calcolo, convenienza o ricerca di vantaggi, smette di essere fede evangelica. Rimane soltanto una religiosità esteriore, in pratica siamo solo dei pagani travestiti da gente religiosa.
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Santo del giorno: San Paolo VI – Papa