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29 Giugno 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI – SOLENNITÀ

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. (Mt 16,18)

//Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,13-19

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mt 16, 13-19

È bello che, nella festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo, il Vangelo ci faccia ascoltare la professione di fede di Pietro. Ma prima della sua risposta c’è una domanda decisiva di Gesù: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Non è una curiosità. È il punto di partenza di ogni autentica testimonianza cristiana.

Gesù ci invita anzitutto a guardare il mondo così com’è. A osservare ciò che la gente pensa, spera, teme e soffre. A domandarci quale volto di Dio abita il cuore delle persone che incontriamo ogni giorno.

Molti immaginano un Dio lontano, altri un Dio severo, altri ancora pensano di poter vivere come se Dio non esistesse. La fede non nasce ignorando queste domande, ma lasciandosi provocare da esse.

Solo dopo aver ascoltato ciò che abita il cuore degli uomini, Gesù pone la domanda decisiva: «Ma voi, chi dite che io sia?».

È qui che il Vangelo diventa personale. Non basta sapere ciò che gli altri pensano di Cristo. Occorre prendere posizione. La fede non consiste nel ripetere una formula imparata, ma nel riconoscere con tutta la propria vita che Gesù è davvero «il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

Gesù non chiede a Pietro di convincere gli altri con argomenti irresistibili. Gli chiede di essere testimone. Quando una persona incontra davvero Cristo, cambia il suo modo di guardare, di amare, di gioire, di affrontare la sofferenza e perfino di vivere la morte. È questa trasformazione che rende credibile il Vangelo.

Pietro e Paolo ne sono la prova. Diversissimi per carattere, storia e sensibilità, hanno percorso strade differenti, ma entrambi hanno lasciato che Cristo diventasse il centro della loro esistenza. Per questo hanno cambiato il mondo. Non con il potere, non con la forza, ma con la testimonianza di una speranza che nessun potere umano avrebbe potuto offrire. Ecco perché la festa di oggi ci domanda di che speranza stiamo vivendo noi.

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Santo del giorno: Santi Pietro e Paolo – Apostoli