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29 Gennaio 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 4,21-25

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mc 4, 21-25

«Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce».

Il Vangelo di oggi lo dovrebbero leggere soprattutto quelle persone che hanno difficoltà nella stima di se stessi.

Infatti, molti di noi non riconoscono il bene di cui sono portatori e proprio per questo non lo tirano fuori, non lo mettono in alto, non lo rendono visibile a tutti. Questa cosa è ben diversa dai narcisisti, che invece ostentano la propria vita e vivono costantemente come se si trovassero nella vetrina di un negozio importante. Gesù non sta invitando all’ostentazione della luce, ma semplicemente a non mortificare o nascondere ciò che è bello ed è vero nella nostra vita, perché quando noi nascondiamo ciò che è bello e vero dentro la nostra vita, priviamo anche gli altri della luce di quella bellezza e di quella verità.

Il cristianesimo dovrebbe essere quella grande educazione a scoprire quale bene ci abita e allo stesso tempo a saperlo mettere pienamente a frutto. E’ già accaduto tante volte nella storia, diversamente non avremmo avuto straordinarie chiese, meravigliose opere d’arte, immensi capolavori della letteratura e della poesia, giganti della carità, imprenditori di speranza. Insomma, tutti coloro che hanno lasciato un segno all’interno della vita e della storia lo hanno fatto perché non hanno nascosto la luce.

Allora, la pagina del Vangelo di oggi ci domanda in maniera chiara di quale luce io sono portatore? e soprattutto che cosa ne sto facendo di questa luce? Però bisogna fare attenzione, perché nessuno può rispondere a questa domanda dicendo: “io credo di non avere nessuna luce”, perché affermare una cosa simile significa affermare che Dio fa le cose male. Ma Dio fa sempre le cose bene, con perfezione, ma si tratta solo di avere occhi per accorgerci di questo bene e di questa perfezione. Veniamo tutti dalle mani di Dio, e proprio per questo siamo tutti portatori di una scintilla di luce.

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Santo del giorno: San Costanzo di Perugia – Vescovo e martire