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28 Aprile 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Gv 10, 22-30

Qual è la prova che siamo davvero di Cristo? Nel Vangelo di oggi Gesù risponde con parole semplici e decisive:

«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono».

Essere di Cristo non è il risultato di un ragionamento o di una convenienza. Non è un’appartenenza teorica. È una relazione. Significa riconoscere la sua voce, fidarsi di essa e scegliere di seguirla.

Questo implica un passaggio concreto: prendere sul serio la sua parola, il suo punto di vista, il suo modo di guardare la realtà. Non basta dire di essere cristiani ma è necessario lasciarsi guidare dal Vangelo nelle scelte quotidiane. Dire di appartenere a Cristo e poi vivere in modo contrario alla sua parola è una contraddizione. Non per un giudizio esterno, ma perché manca la coerenza di una relazione reale. Tuttavia, seguire Cristo non significa essere esecutori passivi. Non si tratta di obbedire in modo meccanico. È, piuttosto, la risposta di chi si sa amato. È la fiducia di chi riconosce una voce che non inganna.

Gesù aggiunge infatti: «Io do loro la vita eterna e non andranno perdute».

Seguire la sua voce significa entrare in una sicurezza profonda, non perché tutto è sotto controllo, ma perché ci si scopre custoditi. La vera appartenenza a Cristo, allora, si manifesta in questo ascolto fiducioso. Non perfetto, non senza fatica, ma reale. È il cammino di chi, giorno dopo giorno, impara a riconoscere quella voce e a lasciarsi guidare da essa.

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Santo del giorno: San Luigi Maria Grignion de Montfort – Sacerdote