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27 Maggio 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,32-45
  
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo e Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mc 10, 32-45

L’annuncio della croce che Gesù fa ai suoi discepoli nella pagina del Vangelo di Marco di oggi produce uno strano effetto sui discepoli. Mentre Lui parla della sua passione, della sofferenza e del dono totale di sé, i discepoli reagiscono discutendo su chi sia il più grande. È un atteggiamento che può sembrarci incomprensibile, eppure ci assomiglia molto.

Infatti, molto spesso, quando ci sentiamo destabilizzati, impauriti o angosciati, cerchiamo sicurezza nelle cose del mondo: un ruolo da occupare, il denaro, il potere, la visibilità, l’approvazione degli altri. Non sempre queste dinamiche nascono dalla cattiveria. Spesso nascono dall’angoscia. È come se cercassimo qualcosa che ci faccia sentire importanti per non sentire la fragilità che ci abita. Gesù, però, smaschera questa logica e propone una strada completamente diversa:

«Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti».

È una rivoluzione radicale: Gesù ci sta dicendo che la vera stabilità della vita non nasce dal dominare, ma dal servire. Non dal vivere centrati su sé stessi, ma dal vivere “per” qualcuno. In fondo, una vita ripiegata solo su di sé diventa inevitabilmente fragile e inquieta. Invece quando una persona scopre che la propria esistenza può essere dono, servizio, amore concreto, allora trova una pace diversa.

«Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita».

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Santo del giorno: Sant’ Agostino di Canterbury – Vescovo