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26 Maggio 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,28-31
 
In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».
 
Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mc 10, 28-31

Lo Spirito Santo ha donato alla Chiesa, lungo più di duemila anni di storia, uomini e donne straordinari. Tra questi c’è sicuramente una delle figure più originali, gioiose e luminose che il cristianesimo abbia conosciuto: San Filippo Neri, di cui oggi facciamo memoria. La sua vita sembra essere una spiegazione concreta del Vangelo che abbiamo ascoltato oggi.

Pietro dice a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».

In fondo, dietro questa affermazione, c’è una domanda molto umana: che cosa riceveremo in cambio? E Gesù risponde parlando di una vita centuplicata. Non promette semplicemente una ricompensa futura, ma una vita che già ora diventa più grande, più piena, più intensa. Quando si dice davvero “sì” a Dio, tutto si dilata. La gioia diventa più profonda, ma anche le prove acquistano un peso diverso. Nulla rimane superficiale. La vita cambia prospettiva. Eppure il vero capovolgimento del Vangelo è un altro:

«Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Chi ama secondo il Vangelo non ragiona più con la logica del mondo. Non cerca il primo posto, il successo o il prestigio. Impara invece a dare precedenza a chi ha più bisogno. San Filippo Neri ha vissuto esattamente così. In una Roma spesso segnata dalla mondanità e dalle disuguaglianze, ha saputo mettere al centro gli ultimi, i giovani abbandonati, i poveri, le persone dimenticate. E lo ha fatto con una gioia contagiosa. Perché la santità non rende tristi. Quando è vera, rende profondamente umani e sorprendentemente lieti.

Filippo Neri ci insegna che il Vangelo non si vive con pesantezza, ma con libertà. E che la vera gioia nasce quando smettiamo di vivere solo per noi stessi e impariamo a guardare il mondo con gli occhi di Cristo. È questa la grande rivoluzione del Vangelo: rendere primi quelli che il mondo considera ultimi, ricordandosi che la vera gioia nella vita di una persona scaturisce solo quando si sente amata.

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Santo del giorno: San Filippo Neri – Sacerdote