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26 Giugno 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8,1-4

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mt 8, 1-4

«Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: “Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi”. E Gesù stese la mano, lo toccò e disse: “Lo voglio, sii purificato”».

Il Vangelo di oggi ci consegna uno dei gesti più commoventi di Gesù. La lebbra rendeva una persona impura e intoccabile. Tutti mantenevano le distanze. Gesù invece accorcia quella distanza.

Prima ancora di guarire la sua malattia, guarisce la sua solitudine. Prima ancora di restituirgli la salute, gli restituisce la dignità. È il modo con cui Dio ama: non da lontano, ma coinvolgendosi personalmente nella nostra sofferenza.

Anche le parole di Gesù sono importanti: «Lo voglio». Quante volte pensiamo a Dio come a qualcuno da convincere, da persuadere o da impietosire. Questo lebbroso invece scopre che il desiderio di essere guarito non è più grande del desiderio di Gesù di salvarlo.

Dio non è un dispensatore freddo di grazie. È qualcuno che prende sul serio la nostra vita, che entra nelle nostre ferite e che desidera il nostro bene molto più di quanto noi stessi riusciamo a desiderarlo. Dopo il miracolo, Gesù non cerca pubblicità, non alimenta il sensazionalismo, non trasforma quell’evento in uno spettacolo. Chiede invece all’uomo di presentarsi ai sacerdoti secondo quanto prescrive la Legge. È un richiamo all’umiltà e alla gratitudine. La vera fede non vive di effetti speciali, ma del riconoscimento silenzioso dell’opera di Dio.

Molte volte vorremmo un Dio che si manifesti attraverso eventi straordinari. Il Vangelo ci insegna invece che il miracolo più grande è l’amore con cui Cristo si avvicina alla nostra fragilità. Dio opera meraviglie, ma spesso lo fa nel silenzio, nella discrezione, nella quotidianità. E la fede matura non consiste nel rincorrere ciò che è eclatante, ma nel saper riconoscere e accogliere la sua presenza nelle cose semplici di ogni giorno.

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Santo del giorno: San Vigilio – Vescovo e martire, Patrono del Trentino e dell’Alto Adige