Categories: Vangelo e santo del giorno

23 Febbraio 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore.

*******************

Commento al Vangelo Mt 25, 31-46

Quale grande grazia ci offre la liturgia di oggi con questa pagina del capitolo 25 del Vangelo di Matteo. In queste parole di Gesù sappiamo già su che cosa saremo interrogati quando, al termine del viaggio della nostra vita, lo incontreremo faccia a faccia. Il criterio è sorprendentemente semplice e insieme esigente:

«Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

Gesù è molto chiaro: ci sarà chiesto se abbiamo amato concretamente le persone che ci sono state accanto, se abbiamo preso sul serio soprattutto chi aveva più bisogno, chi era fragile, invisibile, scartato. Amare, infatti, non è soltanto uno scambio reciproco. Non è semplicemente dare e ricevere. A volte amare significa dare a fondo perduto, senza garanzie, senza ritorni immediati.

Eppure, secondo l’insegnamento di Cristo, l’amore non è mai perduto: è un investimento eterno. Nulla di ciò che è fatto per amore va disperso; entra nella logica del Regno. Un cristiano si riconosce soprattutto dalla carità. E la carità è estremamente concreta. Parte dai bisogni materiali – fame, sete, nudità, malattia, solitudine, carcere – ma non si esaurisce lì. Si prende cura di tutto ciò che riguarda la persona nella sua interezza. Per questo la Chiesa, nella sua sapienza, ha sempre insegnato che le opere di misericordia non sono soltanto materiali, ma anche spirituali.

Esistono povertà che non si vedono subito, ma che feriscono il cuore: ignoranza, dubbio, tristezza, smarrimento, peccato. Anche queste chiedono di essere soccorse. Il Vangelo, allora, ci libera da un’illusione: non saremo giudicati sulle nozioni accumulate, né sulle dichiarazioni di principio, ma sulla capacità concreta di amare. La fede non si misura dalla quantità di discorsi su Dio, ma dalla qualità dell’amore verso il prossimo.

Oggi questa pagina ci pone una domanda molto diretta: quanto è concreta la nostra carità? Quanto il nostro amore prende forma in gesti, scelte, tempo donato, ascolto reale? Questo è il vero termometro della nostra fede. Perché dove cresce l’amore, lì cresce anche Dio nella nostra vita e la sua reale comprensione.

______________________________________

Santo del giorno: San Policarpo – Vescovo e Martire