///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 7,40-53
In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.
Parola del Signore.
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Commento al Vangelo Gv 7, 40-53
Il clima nel Vangelo di Giovanni di oggi è teso. L’opposizione nei confronti di Gesù cresce sempre di più e si arriva perfino al tentativo di arrestarlo. Eppure, proprio in mezzo a questa tensione, emerge una testimonianza inattesa, quella delle guardie mandate ad arrestarlo:
«Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto?”. Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!”».
Questa frase ha qualcosa di sorprendente.
Sono uomini abituati alla disciplina, all’ordine ricevuto, probabilmente lontani dal mondo spirituale e religioso che circonda Gesù. Eppure rimangono colpiti dalle sue parole. Non riescono a portarlo via. Non perché qualcuno li abbia fermati, ma perché ciò che hanno ascoltato li ha toccati nel profondo. Gesù aveva questa capacità: raggiungere il cuore di chi lo ascoltava. Le sue parole non erano semplicemente discorsi ben costruiti o ragionamenti brillanti, ma erano parole che svelavano la verità dell’uomo. Per questo non lasciavano indifferenti. Davanti a lui non si poteva restare neutrali. Eppure, accanto a chi si lascia toccare, c’è anche chi si difende.
Il Vangelo mostra chiaramente che la grazia non elimina la libertà. La parola di Cristo può colpire il cuore, ma non lo forza. La libertà umana resta libera anche davanti alla verità. Gesù non è una sirena che seduce e trascina con sé. Non manipola, non costringe. È qualcuno che annuncia, che propone, che invita. E proprio per questo, se scegliamo di ascoltarlo davvero, non perdiamo la nostra libertà: la ritroviamo. La sua parola non imprigiona, ma libera. Non toglie qualcosa all’uomo, ma gli restituisce sé stesso. Per questo, anche oggi, la vera domanda non è se la parola di Gesù sia potente, ma se siamo disposti a lasciarci raggiungere da essa.
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Santo del giorno: Transito di San Benedetto – Passaggio alla vita eterna