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2 Luglio 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,1-8

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire: “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua.
Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Mt 9, 1-8

Il miracolo che Gesù compie nel Vangelo di oggi è la guarigione di un paralitico. Eppure il primo gesto di Cristo non riguarda il corpo, ma il cuore. Infatti non dice anzitutto: «Alzati e cammina», ma: «Coraggio, figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati».

Molto spesso pensiamo che il problema più grande della nostra vita siano le ferite esteriori, le difficoltà, i limiti o le malattie. Gesù invece ci rivela che esiste una paralisi ancora più grave: quella del cuore.

È il peso del peccato, della colpa, del rancore, della vergogna, di tutto ciò che ci impedisce di vivere con libertà. Un corpo può essere sano e un cuore completamente immobilizzato. Per questo Cristo comincia da lì. La prima parola che rivolge al paralitico è altrettanto significativa: «Coraggio».

Il perdono di Dio non nasce per umiliarci, ma per restituirci speranza. Gesù non guarda quell’uomo come un colpevole da condannare, ma come un figlio da rialzare. Ogni autentica esperienza del perdono ci restituisce prima di tutto la nostra identità.

Ci ricorda che siamo figli amati, anche quando abbiamo sbagliato. Gli scribi si scandalizzano perché comprendono bene la portata di quel gesto. Perdonare i peccati è qualcosa che appartiene a Dio. Ed è proprio questo che Gesù vuole rivelare: in Lui Dio è venuto incontro all’umanità per liberarci da ciò che nessuno può toglierci con le proprie forze.

Quanti drammi nascono dalla mancanza di perdono. C’è chi non riesce a perdonare gli altri e rimane prigioniero del risentimento. C’è chi non riesce a perdonare se stesso e continua a vivere sotto il peso dei propri errori. C’è chi, in fondo, non riesce a credere che Dio possa davvero ricominciare con lui.

Ma il Vangelo annuncia proprio questa possibilità. Nessun peccato è più grande della misericordia di Dio.

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Santo del giorno: Madonna delle Grazie – San Bernardino Realino, Sacerdote