Categories: Vangelo e santo del giorno

18 Agosto 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,23-30

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

Parola del Signore.

*******************

Commento al Vangelo Mt 19, 23-30

«È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli».

Sono parole dure quelle che Gesù pronuncia nel Vangelo di oggi. Ma sarebbe un errore pensare che il problema sia semplicemente possedere dei beni. Gesù non sta demonizzando la ricchezza. Sta mettendo in discussione la fiducia che riponiamo in essa.

Possiamo infatti possedere molte cose senza esserne posseduti. Il problema comincia quando ciò che abbiamo smette di essere un mezzo e diventa il fine della nostra vita. Quando il denaro, il successo, il lavoro o le sicurezze materiali diventano ciò su cui poggiamo tutta la nostra speranza, allora difficilmente possiamo comprendere la logica del Regno. In fondo, tutti cerchiamo delle sicurezze. Accumuliamo perché abbiamo paura del futuro, controlliamo perché temiamo gli imprevisti, ci aggrappiamo alle cose perché ci danno l’illusione di poter tenere la vita nelle nostre mani. Ma nessuna ricchezza può garantirci ciò di cui abbiamo veramente bisogno.

Per questo i discepoli, quasi spaventati, domandano: «Chi dunque può essere salvato?». Gesù risponde: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».

Le cose decisive della nostra vita non sono semplicemente il risultato dei nostri sforzi. Sono soprattutto grazia.

La fede comincia quando smettiamo di pensare che tutto dipenda da noi e permettiamo a Dio di diventare la nostra vera sicurezza. Solo allora possiamo usare le cose senza trasformarle in idoli, possedere senza essere posseduti, lasciare senza sentirci perduti. E quando Dio diventa davvero il centro, non impoverisce la nostra esistenza. Al contrario, la rende più intensa, più appassionata, più concreta, più viva. In pratica la centuplica nel vero senso della parola.

_____________________________________________

Santo del giorno: Sant’Elena Imperatrice – Madre di Costantino