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14 Aprile 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,7-15

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Gv 3, 7-15

«Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?».

Sono parole che Gesù rivolge ancora a Nicodemo, accompagnandolo passo dopo passo dentro un cammino di conversione. Si ha però l’impressione che Nicodemo resti come fuori dalla piena comprensione. Ascolta, domanda, ma non riesce ad afferrare fino in fondo il senso di ciò che Gesù gli sta dicendo. E, a ben vedere, questa è anche la nostra esperienza.

Quante volte ci accorgiamo di non capire davvero il Vangelo, soprattutto quando Gesù parla della croce. Infatti subito aggiunge:

«E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Gesù introduce Nicodemo, e ciascuno di noi, dentro un mistero difficile da accettare: la vita passa attraverso la croce. Non è un incidente di percorso, ma un passaggio decisivo. In fondo, però, Gesù ha ragione. La vita cambia davvero quando si attraversa l’esperienza della croce. È lì che avviene una conversione profonda. Non una conversione fatta di idee, ma una trasformazione reale. La croce, infatti, ci mette davanti alla verità: smaschera le illusioni, ridimensiona le aspettative, ci costringe a fare i conti con ciò che siamo e con ciò che viviamo. Ed è proprio lì che può nascere uno sguardo nuovo.

Per quanto ci spaventi il fatto che la vita non sia come l’avevamo immaginata, è proprio accogliendola così com’è che possiamo abbracciare la nostra croce. Non come rassegnazione, ma come possibilità. Perché è dentro questa accoglienza che cambia la prospettiva. E ciò che prima sembrava solo perdita può diventare un luogo di vita nuova. Nicodemo fatica a capire, e anche noi. Ma il Vangelo non ci chiede di capire tutto subito. Ci chiede di fidarci, di lasciarci condurre. Perché solo attraversando questo passaggio possiamo arrivare a ciò che davvero stiamo cercando.

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Santo del giorno: Santa Liduina – Vergine