CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA – MEMORIA
Beata la Vergine Maria:
custodiva la parola di Dio,
meditandola nel suo cuore. (Cf. Lc 2,19)
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,41-51
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.
Parola del Signore.
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Commento al Vangelo Lc 2, 41-51
La memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria ci offre una delle immagini più belle del Vangelo: quella di una madre che cerca suo figlio con ostinazione. Nel racconto di Luca, Maria e Giuseppe vivono l’angoscia dello smarrimento di Gesù e intraprendono una ricerca che nasce dall’amore. Perché l’amore autentico non si rassegna mai all’assenza, non si abitua alla distanza, non smette di cercare. Il Cuore di Maria è anzitutto questo: un cuore che custodisce, cerca e attende.
È il cuore di chi non pretende di possedere, ma non smette mai di amare. Anche quando non comprende pienamente ciò che accade, Maria continua a fidarsi e a conservare tutto nel suo cuore. In questo senso diventa maestra di ogni credente. Ci insegna che la fede non consiste nell’avere tutte le risposte, ma nel rimanere fedeli anche quando attraversiamo il mistero.
In questa giornata la Chiesa ricorda anche sant’Antonio di Padova, un uomo che ha conosciuto personalmente la fatica della ricerca. La sua storia è quella di qualcuno che non si è accontentato di una fede superficiale, ma ha desiderato incontrare Cristo sempre più profondamente. Ha attraversato prove, delusioni e cambiamenti inattesi, ma proprio in quelle circostanze ha scoperto che era Gesù a cercare lui per primo. E quando si è lasciato trovare, la sua vita è diventata un capolavoro di santità e di carità. Forse il messaggio più consolante di questa festa è proprio questo: noi cerchiamo Dio, ma prima ancora è Dio che cerca noi. E lo fa attraverso il Cuore di Maria, che continua a esercitare una maternità discreta e tenace verso ciascuno dei suoi figli. Nessuno è così lontano da non poter essere raggiunto dal suo amore.
Nessuno è così smarrito da non poter essere ritrovato. Per questo possiamo affidarci oggi al Cuore Immacolato di Maria e all’intercessione di sant’Antonio. Quando ci sentiamo confusi, quando perdiamo la direzione, quando la volontà di Dio ci appare oscura, ricordiamoci che non siamo soli nella ricerca. C’è una Madre che ci cerca con ostinazione per portarci a un Dio che non smette mai di venirci incontro. E poi è bello ricordarci delle parole che Maria dice ai pastorelli di Fatima:
“Alla fine il mio cuore immacolato trionferà”.
Alla fine questo amore di Madre vincerà su tutto ciò che ci separa dall’Amore di Suo Figlio.
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Santo del giorno: Cuore Immacolato della beata Vergine Maria – Sant’ Antonio di Padova