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12 Agosto 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore. 

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Commento al Vangelo Mt 18, 15-20

«Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo».

Il Vangelo di oggi ci ricorda una pratica che abbiamo quasi completamente dimenticato: la correzione fraterna. Non si tratta di un invito a controllare la vita degli altri o a sentirci moralmente superiori. Al contrario, è una delle forme più autentiche dell’amore. Molto spesso facciamo esattamente il contrario di ciò che Gesù insegna.

Quando qualcuno sbaglia, siamo tentati di parlarne con tutti tranne che con lui. Usiamo gli errori altrui per umiliare, per ferire, per alimentare pettegolezzi o, peggio ancora, per costruire giudizi definitivi sulla persona. Il Vangelo, invece, ci chiede di custodire il fratello, non di esporlo.

Correggere fraternamente significa avere a cuore il bene dell’altro. È il coraggio di avvicinarsi con discrezione e carità per aiutare qualcuno a non farsi del male. Chi ama davvero non rimane indifferente davanti agli errori della persona amata, ma sceglie il modo giusto per aiutarla a ritrovare la strada. C’è però una differenza decisiva tra correggere e giudicare. La correzione nasce dall’amore e desidera la guarigione. Il giudizio nasce spesso dall’orgoglio e cerca soltanto una condanna. Noi abbiamo bisogno di persone che ci aiutino a vedere ciò che da soli non riusciamo più a riconoscere. Non abbiamo bisogno di accusatori, ma di fratelli.

Una vera amicizia, una vera comunità, una vera famiglia sono luoghi in cui ci si aiuta reciprocamente a crescere, senza paura della verità e senza rinunciare alla misericordia. Per questo il Vangelo conclude parlando della comunione:

«Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

La presenza di Gesù non nasce semplicemente dal fatto che alcune persone si trovino nello stesso luogo. Nasce quando esistono relazioni vere, fondate sulla carità, sulla verità e sul desiderio reciproco del bene.

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Santo del giorno: Santa Giovanna Francesca de Chantal – Religiosa