///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 7,1-13
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre.
Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».
Parola del Signore.
*******************
Commento al Vangelo Mc 7, 1-13
«Siete veramente abili nell’eludere il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione».
Il rimprovero che Gesù rivolge agli scribi e ai farisei nella pagina del Vangelo di oggi è, in realtà, un rimprovero che dovrebbe spingerci tutti a un serio esame di coscienza. Infatti, anche noi possiamo cadere nella terribile strumentalizzazione della fede e della religione per giustificare le nostre idee, le nostre sensibilità, i nostri modi di vedere.
Certe volte anche il cristianesimo e i nostri ambienti ecclesiali possono riempirsi di tradizioni che sacralizziamo fino al punto da renderle più importanti del Vangelo stesso. Una processione, una sagra, una visione teologica, un modo di gestire un’esperienza ecclesiale, lo stile di un movimento possono diventare criteri assoluti, sostituendosi alla Parola. Gesù mette in guardia da simili stratagemmi che sembrano voler preservare soprattutto i nostri gusti più che metterci in una vera relazione con Dio. Quando accade questo, la fede smette di essere incontro e diventa ideologia; smette di essere cammino e diventa recinto.
E chi agisce così, in realtà, non solo si allontana dal Vangelo, ma può vivere esattamente il contrario della sua proposta. Si può allora diventare spietati, perdere empatia, dimenticare la misericordia e la compassione — cioè, in una sola parola, diventare disumani — e tutto questo paradossalmente con motivazioni strettamente religiose. È il rischio più grande: difendere Dio senza assomigliare più a Lui.
______________________________________
Santo del giorno: Santa Scolastica – Vergine