///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,28-30
In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.
*******************
Commento al Vangelo Mt 11, 28-30
“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi”,
quanta consolazione in queste parole! Forse perché non sono queste altre: “Venite a me voi che siete bravi”, o “coerenti”, o “all’altezza”. Dice: stanchi. È come se Gesù sapesse che la nostra fatica più grande non è il lavoro, non sono gli impegni, ma quel peso invisibile che ci portiamo dentro: la paura di non bastare, la delusione per ciò che non siamo riusciti a diventare, la lotta quotidiana con noi stessi
Gesù non ci chiede di presentarci in forma smagliante. Non ci domanda di mostrarci forti. Ci invita così come siamo, con le spalle curve e il cuore affaticato. E la sua promessa rinfranca: “Io vi darò ristoro”.
Non dice che cambierà immediatamente le circostanze, ma che ci farà respirare dentro di esse. Il ristoro che offre non è evasione, ma presenza. È la certezza che non portiamo più da soli ciò che prima pesava tutto sulle nostre spalle.
Poi aggiunge: “Prendete il mio giogo”. Un giogo è fatto per due. Significa che Gesù cammina accanto a noi, passo dopo passo. Non toglie il peso della vita, ma lo divide. E quando Lui divide, il peso cambia natura: non è più schiacciante, diventa trasformante.
A volte il motivo per cui cadiamo non è la difficoltà, ma l’idea orgogliosa di dovercela fare da soli. Il giogo di Cristo invece è mite, è umile, è alla nostra misura. È l’opposto delle aspettative che il mondo ci mette addosso. Il segreto è imparare da Lui. Imparare che la mitezza non è debolezza, ma forza che non ha bisogno di schiacciare nessuno. Imparare che l’umiltà non è sminuirsi, ma riconoscere di essere amati così come siamo. Allora il cuore trova pace. Non perché la vita diventa più facile, ma perché non siamo più soli ad affrontarla.
_______________________________________________
Santo del giorno: Beata Vergine Maria di Loreto – Traslazione della Santa Casa