Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
La Via della croce, è una via difficile da percorrere. Una via che richiede il coraggio di salire con Cristo al Calvario, accettando, con fede, tutto quello che tale cammino ci chiede di fare. Nel silenzio, nella sofferenza, nel totale abbandono alla volontà di Dio, che ci chiede di essere vicini al suo Figlio, Gesù Cristo, almeno nel momento culminante della sua vita, sforziamoci di accogliere questo invito e condividere con Cristo il momento della croce e della sua donazione per tutti noi. In questo cammino spirituale ci facciamo accompagnare da San Gabriele dell’Addolorata, nell’annuale ricorrenza della sua festa liturgica, lui che il calvario l’ha percorso in giovane età.
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PRIMA STAZIONE: Gesù è condannato a morte.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
[Pilato] sapeva che i sommi sacerdoti gli avevano consegnato [Gesù] per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: “Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei”. Ed essi di nuovo gridarono: “Crocifiggilo”. Ma Pilato diceva loro: “Che male ha fatto?”. Allora essi gridarono più forte: “Crocifiggilo!”. E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso”. (Mc. 15, 10-15)
La gioia cristiana fu la nota caratteristica di San Gabriele, il quale, pur nella continua meditazione della Passione di Nostro Signore e della Beata Vergine Addolorata, ne visse in profondità ogni interiore risonanza, e ne fece oggetto di conversione e di corrispondenza epistolare. Scriveva ai familiari: “La contentezza e la gioia che io provo entro queste sacre mura è quasi indicibile”; “piena di contenuto è la mia vita”; “la mia vita è un continuo godere”; e ancora: “vivo contento d’essermi ritirato in questa santa religione” (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Signore, Tu l’innocente, noi i rei e i peccatori. Tu in croce e noi liberi di continuare a fare il male e a rincorrere verità e giustizia per tutti noi, incapaci di uscire dal buio e dalle tenebre dell’errore. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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SECONDA STAZIONE: Gesù è caricato della croce.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: “Salve, re dei Giudei!”. E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo”. (Mc 10,16-20)
Ogniqualvolta si intraprende un effettivo cammino di fede, di speranza e di carità autenticamente evangeliche… si è invitati a riscoprire le radici profonde della gioia, cioè della buona novella recata sulla terra dalla venuta di Gesù. Abbiate sempre più chiara coscienza di questa realtà interiore che contraddistingue ogni seguace di Cristo, chiamato a viverla intensamente e a proclamarla come espressione della nuova alleanza, suggellata dal sangue dell’Agnello e come segno pasquale della risurrezione e dell’Alleluia (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Gesù, donaci la forza di saper accettare le nostre croci e di guardare con grande rispetto ed attenzione alle croci dei nostri fratelli, che, molto frequentemente, sono più dure e pesanti delle nostre. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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TERZA STAZIONE: Gesù cade per la prima volta.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità”. (Is53,4-5)
Nella vita di San Gabriele non ci fu niente di eccezionale esternamente, ma quanta ricchezza interiore vibrò nel suo animo sensibile e generoso, e quale totale dono di sé egli seppe fare a Dio e alla Vergine, nell’assoluta fedeltà alla Regola e allo spirito di orazione e di penitenza! (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Gesù donaci la grazia di non peccare più e di pentirci dal profondo del nostro cuore dei nostri piccoli o grandi errori, ripetuti senza la minima consapevolezza che ogni peccato da noi commesso è un’offesa a Te, a noi stessi e alla Chiesa. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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QUARTA STAZIONE: Gesù incontra sua Madre.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Simeone parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”; …Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore”. (Lc 2, 34-35. 51)
In conformità al carisma proprio della Congregazione della Passione di Gesù Cristo, egli trovò il segreto della sua perfezione nella meditazione del Cristo crocifisso e della madre sua Addolorata ai piedi della Croce. Alla scuola di Gesù e di Maria, egli seppe raggiungere nel breve spazio di pochi anni le vette più alte della perfezione con slancio davvero mirabile: “ad Iesum per Mariam!” (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Gesù nell’incontro con la tua Santissima Madre, lungo la via del Calvario, ci aiuti a comprendere quanto sia importante camminare insieme, nell’unità della famiglia naturale e nella famiglia ecclesiale, sulle strade della vita, non sempre facili da percorrere, soprattutto se sono in salita ed hanno una meta ben precisa: quella della risurrezione e della vita. Amen
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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QUINTA STAZIONE: Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce”. (Mc 15, 21)
San Gabriele si pose come grano, destinato a morire per portare frutto (Gv 24, 12), nel solco fecondo della Croce di Cristo per recare il suo contributo all’azione salvifica che ivi si attua ogni giorno fino alla fine del mondo. Nella Croce egli percepì l’incontro salvifico della colpa con l’innocenza, della cattiveria con la bontà, dell’odio con l’amore, della morte con la vita; nella croce seppe ravvisare la composizione della giustizia con la misericordia, del dolore con la speranza, della gioia col sacrificio. A Colei che egli contemplava ai piedi della croce, non cessava di ripetere: “Il mio paradiso sono i tuoi dolori, o Madre mia” (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Gesù, lungo la via del Calvario hai incontrato una persona che ti ha aiutato, forse contro la sua stessa volontà, a portare, per un tratto, la tua croce. Donaci la forza di prendere sulle nostre spalle le croci di quanti sono nelle molteplici situazioni di dolore di questo nostro mondo. Vogliamo essere, anche noi, per tutto il tempo necessario, a sollevare le sofferenze degli altri, i Cirenei del XXI secolo, che con Cristo salgono il Calvario di questa umanità. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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SESTA STAZIONE: La Veronica asciuga il Volto di Cristo.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia”. (Is 53, 2-3)
Diffondete la gioia negli ambienti dove vivete o svolgete le vostre attività: nella famiglia, nella scuola, nei posti di lavoro, di gioco e di divertimento; comunicatela soprattutto alle persone sole, anziane, ammalate o emarginate dalla società; a quelle assorbite dalla routine del tran-tran quotidiano; a quelle che invano la cercano dove essa non è: nei micidiali surrogati della droga e dell’alcool; o nel fatale e vuoto ricorso al consumismo e al disimpegno; e soprattutto a quelle che dovessero lasciarsi suggestionare dalle deplorevoli iniziative ispirate in qualunque modo alla violenza o alla mancanza di rispetto per la persona altrui. A tutti questi fratelli e sorelle, che, in un modo o nell’altro, consapevolmente o inconsapevolmente, attendono una vostra parola, un vostro sorriso e la vostra amicizia, non fate mancare la vostra presenza, non rifiutate di mostrare la vostra gioia, le ragioni della vostra speranza (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Grazie Gesù che ci dai l’opportunità, mentre vai a Calvario, di apprezzare il gesto di questa straordinaria donna coraggiosa che va incontro a Te per donarti un temporaneo sollievo e per pulire il tuo volto e i tuoi occhi perché Tu veda meglio le debolezze e le cattiverie del genere umano e sappi apprezzare l’operato di quanti, nel tuo nome, si fanno Veroniche lungo le strade tortuose di questo mondo. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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SETTIMA STAZIONE: Gesù cade per la seconda volta.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Io sono l’uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce… Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri… Mi ha spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere” (Dal libro delle Lamentazioni 3, 1-2. 9. 16)
Se la vita viene svuotata della croce non ha più senso, sapore e valore. Chi tentasse di chiudere le pagine del Vangelo che documentano il tragico epilogo della vita terrena di Gesù, vagheggiando un Vangelo più facile, più comodo, più conforme ad un modo accomodante della vita, ridurrebbe il Vangelo di Gesù a un documento del passato, a una parola inerte, a un racconto senza vita e senza capacità di salvezza. Il Signore ha salvato il mondo con la Croce: ha ridato all’umanità la speranza e il diritto alla vita con la sua morte. Non si può onorare Cristo, se non lo si riconosce come Salvatore, se non si riconosce il mistero della sua santa croce. È tutto qui il nucleo del messaggio vissuto da San Gabriele dell’Addolorata e raccomandato ai giovani. (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Signore converti il nostro cuore all’amore. Facci comprendere che vivere nella tua santa grazia, lontani da ogni caduta di ordine morale e spirituale, ci aiuta nel cammino della santità, il cui centro è la tua e nostra Pasqua. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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OTTAVA STAZIONE: Gesù incontra le pie donne di Gerusalemme
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”. (Lc. 23, 28-30)
San Gabriele oggi vi ricorda che, se volete essere veramente cristiani, non potete rifiutarvi di partecipare alla Passione del Signore e di portare dietro a lui la vostra croce: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà” (Lc 9, 23-24). 7.È questa la legge dell’ascetica cristiana, ribadita, peraltro, anche dalla sapienza umana: “Per crucem ad lucem” (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Signore dona conforto e speranza a tutte le madri di questa valle di lacrime, nella quale è più frequente l’esperienza della sofferenza e meno quella della gioia. Sii vicino alle madri che sperano in un mondo migliore per i loro giovani figli. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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NONA STAZIONE: Gesù cade per la terza volta.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“È bene per l’uomo portare il giogo fin dalla giovinezza. Sieda costui solitario e resti in silenzio, poiché egli glielo ha imposto; cacci nella polvere la bocca, forse c’è ancora speranza; porga a chi lo percuote la sua guancia, si sazi di umiliazioni. Poiché il Signore non rigetta mai… Ma, se affligge, avrà anche pietà secondo la sua grande misericordia” (Dal libro delle Lamentazioni 3, 27-32)
Ricordatevi sempre che anche voi collaborerete alla redenzione del mondo, se saprete trasformare in energia morale le immancabili difficoltà inerenti alle vostre specifiche situazioni esistenziali; se saprete portare la croce, se saprete cioè affrontare la vita con coraggio, senza mollezze e senza viltà; se saprete comprendere il dolore altrui ed essere dei buoni samaritani verso i fratelli che incontrerete lungo la via della vostra vicenda umana; se saprete finalmente stabilire col Cristo una profonda comunione affettiva ed effettiva. (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Donaci o Gesù la forza di combattere i dubbi che attanagliano la nostra mente e non ci fanno credere fermamente in Te. Aumenta la nostra fede con la forza della preghiera e dell’ascolto di Te, che sei la Parola di Dio vivente. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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DECIMA STAZIONE: Gesù viene spogliato delle vesti.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
L.1. Dal Vangelo secondo Marco (Mc. 15, 24)
“I soldati si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere”. (Mc.15, 24)
Accogliete con generosità questa consegna che ogni viene deposta nelle vostre mani e traducetela in pratica con quell’entusiasmo di cui voi siete capaci. In questo modo riuscirete a fugare le incertezze e i timori che non mancano di affacciarsi sull’orizzonte, e sarete davvero i portatori di una nuova civiltà, nella quale si realizzino la giustizia, la verità, la solidarietà e l’amore. La Chiesa vi guarda con fiducia e amore . . . Anche voi guardatela, e ritroverete in essa il volto di Cristo, il vero eroe, umile e saggio, il profeta della verità e dell’amore, il compagno e amico dei giovani”. (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Signore fa che nulla anteponiamo al tuo amore e alla tua amicizia. I beni della terra non ci distraggano dal possesso pieno e duraturo dei beni del cielo, quelli che ci danno la vera gioia e la felicità autentica. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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UNDICESIMA STAZIONE: Gesù viene crocifisso.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. E l’iscrizione con il motivo della condanna diceva: “Il re dei Giudei”. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra”. (Mc.15, 25-27)
Siate coerenti con la vostra vocazione e con la fede cristiana. La fede è un dono da custodire, ma non in maniera intimistica e individualistica. La fede pervade le profondità del cuore, lo riempie in misura esuberante, e perciò si effonde nelle azioni. All’essere cristiani deve conseguentemente far riscontro il vivere da cristiani. Siate fieri di professarvi apertamente per quel che siete. Siate lieti di testimoniare con la condotta i valori morali contenuti nella Legge di Dio, specialmente quelli che una mentalità corrente tende ad offuscare, quali, per esempio, la purezza, l’onestà del costume, la santità del matrimonio e della famiglia. Ricordate la parola del Signore: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt 10, 32). (✝︎Papa Giovanni Paolo II).
Preghiamo: Signore dall’albero della croce volgi il tuo sguardo misericordioso sulle sofferenze di quanti sono costretti all’immobilismo totale a causa di malattie rare, non ben curate o ereditate o che sono rimasti inabili in incidenti di ogni genere. Dona a tutti Gesù il conforto nelle loro invalidità fisiche e mentali. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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DODICESIMA STAZIONE: Gesù muore sulla Croce.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lema sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?… Ed egli, dando un forte grido, spirò …Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”. (Mc. 15, 33-34. 37. 39)
Ogni battezzato deve essere un apostolo, cioè un inviato a trasmettere ovunque la luce del Vangelo, a portare in ogni dimensione della vita l’animazione del fermento cristiano. Miei giovani amici! Il mondo dei vostri coetanei, il campo della cultura e dell’arte, il settore della vita civica e la politica, come ogni ambiente dell’attività umana, non possono essere estranei al vostro impegno di apostolato. Dico dell’apostolato individuale e di quello associativo. Ricordatelo sempre: dal vostro impegno dipende in gran parte il progresso della civiltà e della cultura dell’amore, di cui ha immenso bisogno la vostra epoca. (✝︎Papa Giovanni Paolo II)
Preghiamo: O Gesù volgo il mio povero sguardo a Te che sei morto in croce, divenuta con Te il segno più evidente di un amore immenso e condiviso. Fa che dall’albero della croce sorgano tempi di vita e risurrezione per tutti gli uomini di questo mondo, in cui la croce non continui ad essere simbolo di morte e di violenza, a causa di un cuore senza amore. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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TREDICESIMA STAZIONE: Gesù viene deposto dalla Croce.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Sopraggiunta ormai la sera, Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il Regno di Dio, comprato un lenzuolo, calò il corpo di Gesù giù dalla croce”. (Mc. 15, 42-43. 46)
Gabriele era un giovane del suo tempo, pieno di vita e di entusiasmo, animato da un desiderio di pienezza che lo spingeva oltre le realtà mondane ed effímere, per rifugiarsi in Cristo. Ancora oggi egli invita i giovani a riconoscere in sé stessi il desiderio di vita e di appagamento, che non può prescindere dalla ricerca di Dio, dall’incontro con la sua Parola sulla quale ancorare la propria esistenza, dal servizio ai fratelli, specialmente i più fragili. (✝︎Papa Francesco)
Preghiamo: O Gesù, tra le braccia e sulle ginocchia della tua amatissima Madre sei l’immagine della pietà che genera amore e conforto, nonostante la conclusione cruenta del tuo tempo cronologico tra di noi. Dal grembo di Maria Santissima fa sorgere, soprattutto oggi, un’umanità capace di andare oltre il tempo, la morte e il dolore, per aprirsi alla certezza dell’eternità, della vita, oltre la vita, e della gioia oltre i confini del soffrire. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
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QUATTORDICESIMA STAZIONE: Gesù viene deposto nel sepolcro.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo:
perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
“Giuseppe d’Arimatea, avvolto il corpo di Gesù in un lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Magdala e Maria madre di Joses stavano ad osservare dove veniva deposto”. (Mc. 15, 46-47)
Gabriele, con la sua vita, breve ma intensa, ha lasciato un’impronta che perdura in tutta la sua efficacia. Possa l’esempio di questo giovane religioso passionista, forte nella fede, fermo nella speranza e ardente nella carità, guidare il cammino delle persone consacrate e dei fedeli laici nella tensione di amore verso Dio e verso il prossimo. Specialmente in questo tempo di (…) fragilità (…), è necessario che i discepoli del Signore diventino sempre più strumenti di comunione e di fraternità, estendendo agli altri la carità di Cristo ed irradiandola con atteggiamenti concreti di vicinanza, di tenerezza e di dedizione. (✝︎Papa Francesco).
Preghiamo: Gesù vederti morto e deposto in una tomba, per quanto nuova ed accogliente, lascia dentro i nostri sguardi un po’ di tristezza, velata, ma vera. Sai, non sempre siamo in grado di pensare alla vita oltre la morte, soprattutto di fronte alla perdita di persone care. Donaci la grazia di essere forti di fronte alla perdita dei propri cari e di pensare alla risurrezione finale. Amen.
Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuor.
Conclusione :
Preghiamo: O Padre che hai dato come modello agli uomini Gesù Cristo nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, concedi a noi, che abbiamo percorso la Via Crucis, in ricordo della Passione di Cristo, di avere sempre presente questa suprema prova di amore, per partecipare alla gloria della risurrezione. Egli vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
(Fonte via Crucis: https://www.qumran2.net/)
Testo di padre Antonio Rungi – Citazioni tratte dal Magistero di San Giovanni Paolo II e Papa Francesco