Per una maggiore comprensione del messaggio che “Nostra Signora del Rosario” ci ha dato a Fatima, affidandolo ai tre Pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, ogni sabato, escluso il primo sabato del mese, leggiamo e riflettiamo su alcuni stralci dell’opera “ Gli Appelli del messaggio di Fatima” scritto da Suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato ( nome assunto da religiosa da Lucia dos Santos, pastorella di Fatima).
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Quarta parte – IL ROSARIO (parte 18° di 19)
Contemplazione dei misteri gloriosi: 14º Mistero: L’assunzione di Maria in Cielo
Nella quattordicesima decina del rosario ricordiamo l’assunzione di Maria, Madre di Dio, in Cielo.
La Chiesa, dopo aver studiato questo evento per molti anni, illuminata a causa dell’assistenza dello Spirito Santo, ha dichiarato dogma di fede « l’assunzione di Maria, Madre di Dio, in Cielo, in corpo e anima».
Preservata dal peccato originale al momento della sua concezione per un singolare privilegio di Dio, Maria è stata da lui esentata anche dalla pena che ha condannato il genere umano alla corruzione del sepolcro. «Polvere tu sei e in polvere tornerai » (Gn 3,19): questa è stata la sentenza preferita da Dio in conseguenza e come castigo del peccato di Adamo e Eva. Maria è stata esentata da questo peccato e perciò non ha subito la sua pena.
Ancor prima di pronunciare questa sentenza, Dio aveva dichiarato che sarebbe venuta una donna eccezionale per realizzare in lei e con lei lo scopo che si era proposto quando aveva creato l’uomo; Dio non poteva rimanere sconfitto nei suoi piani di creazione! Aveva creato l’uomo che aveva come destino la vita eterna: non poteva lasciarlo per sempre nella morte del peccato e della polvere della terra. Pensò allora a Maria, un’umile figlia della razza umana ma, per i singolari privilegi di cui Dio l’aveva investita, elevata al di sopra di ogni creatura, esentata dalla macchia del peccato originale; pensò a Maria, pura e immacolata, per assumere tramite lei la natura umana, che avrebbe preso per compiere l’opera della nostra redenzione. Il fatto è che Dio non poteva prendere per sé e unire alla natura divina una natura umana macchiata dal peccato.
Appena venne compiuto il primo peccato che condannò il genere umano, Dio, parlando al demonio che aveva assunto le sembianze di un serpente e aveva istigato al male i primi esseri umani, gli disse: « lo porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno » (Gn 3,15).
Questa donna predestinata da Dio a dare a Cristo la natura umana ed essere con Lui la corredentrice del genere umano – « Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe » – questa donna, dicevo, non poteva restare nelle tenebre della morte poiché non era incorsa nella sentenza di colpa. Perciò Maria è la primizia della redenzione operata da Cristo; e, per i meriti di Cristo, ella è stata elevata al Cielo in corpo e anima, dove vive e regna in Dio con il Figlio suo e il Padre eterno.
In verità, suo figlio Gesù, Dio e uomo vero, è la fonte della vita e mediante lui tutti dovremo risuscitare un giorno, perché Dio ci ha creati per la vita e non può lasciarci all’ombra della morte. Così si era presentato Gesù a Marta, a Betania: « Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà » (Gv 11,25), e dimostrò tutta la verità delle sue parole con la risurrezione di Lazzaro. E nel discorso del pane della vita a Cafarnao disse: « Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo resusciterò nell’ultimo giorno » (Gv 6,40).
Ma il risultato finale dipende dalla nostra fede e dalla nostra adesione a Cristo. « In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede in colui che mi ha mandato ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita! (…) Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso; e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene, per una risurrezione di vita e quanti fecero il male, per una risurrezione di condanna » (Gv 5,24-29).
Così noi crediamo e speriamo; e con la Chiesa cantiamo: « Assumpta est Maria in Caelum! ».
Ave Maria!