Categories: Vangelo e santo del giorno

21 Ottobre 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,39-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore.

*******************

Commento al Vangelo Lc 12, 39-48

«Il padrone tarda a venire».

È questa la frase con cui il servo del Vangelo di oggi comincia a tradire la fiducia ricevuta. Non smette semplicemente di aspettare: comincia a comportarsi come se tutto fosse roba sua. E così il potere, che gli era stato affidato per custodire, diventa uno strumento per dominare. È una tentazione che riguarda tutti, soprattutto quando abbiamo delle responsabilità.

Possiamo facilmente confondere l’autorità con il possesso, il servizio con il privilegio, il compito ricevuto con il diritto di fare ciò che vogliamo. Ma nessuno di noi è padrone della propria vita, e proprio per questo nessuno può sentirsi padrone della vita degli altri. Siamo, al massimo, dei fiduciari: persone a cui è stato consegnato qualcosa di prezioso da amministrare in assenza del vero Padrone. Questo vale in famiglia, nel lavoro, nella Chiesa, ovunque qualcuno dipenda dalle nostre decisioni.

Una responsabilità non ci rende superiori a chi ci è affidato, ma maggiormente responsabili del suo bene. Il servo infedele comincia a percuotere gli altri quando dimentica di dover rendere conto a qualcuno.

Quando perdiamo il senso del limite, finiamo per usare le persone invece di servirle. La vigilanza di cui parla Gesù non consiste nel vivere terrorizzati dal suo ritorno, ma nel domandarci ogni giorno se stiamo amministrando con giustizia ciò che non è nostro. Il Padrone, tornando, non deve trovare favoritismi, soprusi, arbitri mascherati da “è volontà di Dio”. Deve trovare persone che hanno saputo custodire, non approfittare.

Anche quando sediamo sulle poltrone dei capi il Vangelo ci ricorda che quella poltrona non è un trono. È un posto da cui imparare a servire. E il vero esame della nostra autorità sarà sempre il bene che avremo fatto a chi non aveva il potere di ricambiarci.

_____________________________________________

Santo del giorno: San Gaspare Del Bufalo – Sacerdote e Beato Giuseppe Puglisi – Presbitero