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14 Ottobre 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,42-46

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Lc 11, 42-46

Siamo diventati esperti di apparenza. Sappiamo mantenere la forma, salvare l’immagine, mostrare agli altri ciò che vorremmo pensassero di noi. Ma Gesù ci mette davanti a una verità scomoda: possiamo essere impeccabili esteriormente e trascurare proprio le cose che contano di più,

«la giustizia e l’amore di Dio».

La giustizia, nel Vangelo, non è un concetto astratto. Significa riconoscere concretamente all’altro ciò che gli spetta. Significa trattare chi ci è accanto con rispetto, attenzione, cura, misericordia. Perché possiamo essere formalmente corretti e nello stesso tempo profondamente ingiusti. Possiamo dispensare sorrisi e avere la morte dentro. Possiamo usare parole educate e coltivare rancore. Possiamo compiere gesti religiosi e continuare a giudicare senza misericordia. Possiamo preoccuparci moltissimo di ciò che gli altri vedono e pochissimo di ciò che Dio vede.

Gesù vuole portarci precisamente lì, in quella parte nascosta di noi stessi dove nessuno può entrare se non Dio. È sotto il tappeto del cuore che accumuliamo tutto ciò che non vogliamo affrontare: risentimenti, gelosie, ferite, doppiezze, desideri sbagliati. Eppure la vera conversione comincia proprio da lì.

Il cristianesimo non è un’operazione cosmetica sulla nostra immagine. Non lucida semplicemente i comportamenti, ma cerca di trasformare il cuore. Per questo non dovremmo domandarci soltanto se stiamo facendo le cose giuste. Dovremmo domandarci con quale cuore le stiamo facendo. Perché possiamo ingannare gli altri e qualche volta persino noi stessi, ma davanti a Dio rimane sempre visibile ciò che siamo veramente. La conversione comincia quando smettiamo di preoccuparci soltanto di apparire buoni e permettiamo finalmente a Cristo di renderci buoni nel segreto del cuore.

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Santo del giorno: San Callisto I – Papa e martire