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10 Ottobre 2026 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,27-28

In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Lc 11, 27-28

C’è qualcosa di più forte del DNA per dire che apparteniamo a qualcuno? Gesù dice di sì:

«Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano».

È un’affermazione che ci dice che esiste un legame capace di andare persino più in profondità dei legami biologici. Quando prendiamo sul serio la fede, quando ascoltiamo la Parola e proviamo concretamente a metterla in pratica, entriamo in una relazione con Cristo che coinvolge tutta la nostra esistenza.

Ed è proprio questo il segreto più profondo di Maria. La sua grandezza non consiste semplicemente nell’aver dato carne e sangue a Gesù. Prima ancora di concepirlo nel grembo, Maria lo ha accolto attraverso l’ascolto e la disponibilità della sua libertà. Il suo «Eccomi» è la forma concreta di una vita che fa spazio a Dio. In questo senso Maria è madre di Gesù non soltanto biologicamente, ma perché nessuno come lei ha ascoltato la Parola e le ha permesso di diventare vita.

Anche noi possiamo fare spazio a Cristo. Ogni volta che ascoltiamo il Vangelo e permettiamo a quella Parola di diventare una decisione concreta, qualcosa di Cristo prende carne nella nostra vita. Può essere una scelta apparentemente piccola: perdonare, ricominciare, rinunciare a un male, avere pazienza, dire la verità, aiutare qualcuno, fidarsi ancora. Ma è proprio così che la Parola smette di essere soltanto qualcosa che ascoltiamo e diventa qualcosa che viviamo.

Essere cristiani, infatti, non significa semplicemente conoscere il Vangelo, frequentare una chiesa o appartenere culturalmente a una tradizione. Significa appartenere a Cristo. E la vera appartenenza si riconosce da questo: la sua Parola comincia lentamente a diventare la forma delle nostre scelte.

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Santo del giorno: San Daniele Comboni – Vescovo